Una donna di 32 anni è morta – insieme ai suoi due gemellini – in seguito ad un aborto spontaneo presso l’Ospedale Cannizzaro di Catania dopo 17 giorni di ricovero. 12 sono i medici del reparto di Ostetricia e Ginecologia – accusati di omicidio colposo plurimo – che sono stati indagati per atto dovuto dalla Procura di Catania la quale già nei prossimi giorni disporrà l’autopsia sul corpo della donna per far luce sull’accaduto verificando eventuali responsabilità penali. Secondo una prima ricostruzione fornita dai familiari della donna deceduta, il medico non sarebbe intervenuto perché obiettore: circostanza ampiamente smentita, in una conferenza stampa convocata stamattina, sia dal direttore generale del nosocomio, Angelo Pellicanò, che dal primario Paolo Scollo.

Muore dopo aborto, 12 medici indagati per omicidio colposo

“Non c’è stata alcuna obiezione di coscienza da parte del medico che è intervenuto nel caso in questione, perché non c’era un’interruzione volontaria di gravidanza, ma obbligatoria chiaramente dettata dalla gravità della situazione”, ha dichiarato il direttore generale dell’ospedale Cannizzaro, Angelo Pellicanò. “Escludo che un medico possa aver detto quello che sostengono i familiari della povera ragazza morta, che non voleva operare perché obiettore di coscienza. Se così fosse, ma io lo escludo, sarebbe gravissimo“ ha concluso.

Muore dopo aborto, arrivano gli ispettori del Ministero

Già domani mattina gli ispettori del Ministero della Salute arriveranno a Catania.