Un’accusa pesante arriva direttamente dagli Stati Uniti contro i Muse e la loro casa discografica, la Warner.

A puntare il dito contro la band è Charles Bollfrass un’artista americano che sostiene di aver preso contatti con il gruppo nel lontano 2005 per proporre loro di mettere in musica una sua opera.

Il tema centrale del lavoro di Bollfrass era un viaggio nello spazio dopo l’abbandono della Terra da parte degli esseri umani ed è diviso in tre parti: “Part 1 is a jaded acceptance that civilization will end. Part 2 is a desperate hope that sending the astronauts to find and populate other planets will be successful alongside the recognition that this is the last hope. Finally, Part 3 is when the astronauts realize that it is just one big cycle, and recognize that unless humanity can change it will happen all over again” ovvero “nella prima parte c’è l’accettazione della fine della civiltà. Nella seconda parte c’è una disperata speranza che gli astronauti possano trovare e popolare altri pianeti, consapevoli che però questa sia solo una speranza. E poi la terza parte, quando gli astronauti realizzano che è tutto solo un grande cerchio e capiscono che anche se l’umanità cambierà, tutto accadrà ancora”.

Sotto accusa è il disco del 2009, ‘Exogenesis’ che, anch’esso diviso in tre parti, ricorda molto le tematiche espresse dall’artista.

Resta dunque da capire come andrà avanti la questione e se Charles Bollfrass avrà o meno la meglio.