La lunga storia d’amore tra Gianni Agnelli e i motori ispira oggi, a dieci anni dalla sua morte, la straordinaria mostra “Le Auto dell’Avvocato”, allestita al Museo dell’Auto di Torino fino al 2 giugno: «Una collezione che è anche un viaggio nell’essenza del design automobilistico italiano del Novecento», spiega il presidente del Mauto, Benedetto Camerana.

Dieci modelli-simbolo utilizzati dall’Avvocato, esemplari unici, straordinari, personalizzati nello stile e nei motori, costituiscono il cuore pulsante della mostra, articolata in tre sezioni e arricchita da materiale grafico, fotografico, audiovisivo e multimediale. Nella prima area espositiva si raccontano le fasi dell’epopea Fiat e il loro incontro con i momenti storici del Paese, che Agnelli ha vissuto in prima persona. La seconda è interamente dedicata al parco-auto dell’Avvocato. Mentre la terza parte della rassegna, inaugurata da John Elkann, rappresenta un approfondimento del tema Tailor Made applicato all’automotive: un argomento che si propone come trait d’union tra l’attività svolta dall’Avvocato e quella più recente del Gruppo Fiat. In questa sala trovano spazio alcuni significativi progetti di vetture personalizzate in collaborazione con il Centro Stile Fiat (in particolare i modelli Panda, 500 e 500L), oltre al progetto “Ferrari Tailor Made”, realizzato dal Centro Stile Ferrari lo scorso anno.

La mostra – ha spiegato Benedetto Camerana – e’ un ricordo di Gianni Agnelli attraverso le auto a dieci anni dalla sua scomparsa. Le auto che esponiamo non sono una collezione, sono alcune delle auto che in modi diversi sono appartenute ad un uomo importante dell’industria automobilistica italiana“.

Modelli esclusivi, con dotazioni tecniche uniche, realizzati dagli ingegneri di casa Fiat per Giovanni Agnelli: più di tutte cattura l’attenzione la Lancia Thema S.W. Zagato del 1984 con inserti di legno sulle fiancate e un cesto in vimini sul tetto, utilizzato per sistemare gli sci, quando l’Avvocato si recava a St. Moritz. La Lancia K Limousine del 1997 che servì invece per accogliere la Regina Elisabetta nella sua visita ufficiale del Duemila. E ancora una Fiat Panda Rock Moretti destinata alle vacanze marine, prevalentemente in Corsica (Agnelli ne aveva 11 di Panda), le Fiat 130 Shooting Brake Maremma e 130 Familiare, una Fiat Croma blindata con motore Alfa Romeo, la Ferrari 360 Speedway che è l’unico esemplare «barchetta» di quel modello, poi una fantastica ed esclusiva Lancia Delta Spider Integrale, una Fiat Multipla Spider con un concept attualissimo. Infine la sua favorita, la famosa Fiat 125 del 1967 carrozzeria blu, interni in pelle blu notte con motore di 1.600 cmc da 90 cavalli.

L’esposizione celebra il gusto di un uomo «visionario», come lo descrive il nipote Lapo, e racconta di un modo di interpretare l’industria dell’automobile durato più di cinquant’anni. Modelli esclusivi da cui emerge un gusto sobrio e raffinato “Sono felice che questa mostra oggi dia la possibilità al pubblico di entrare in contatto con un lato non completamente noto dell’Avvocato Agnelli, quello più creativo. Mio nonno amava guidare le auto, in particolare quelle che si faceva personalizzare nello stile, nei colori, nelle combinazioni di materiali e nei motori. Era ispirato dalla contaminazione ed attratto dalla velocità” -racconta Lapo Elkann, Presidente e fondatore di Italia Independent e Independent Ideas.