Il Museo Egizio di Torino, la seconda collezione di antichità egizie al mondo, nonché uno dei musei più visitati d’Italia, va incontro ad uno straordinario e radicale rilancio che lo porterà a valorizzare e rendere pienamente fruibili i grandi tesori della sua collezione, in linea con i parametri internazionali più attuali.

Il cambiamento è stato avviato nel 2004 con l’istituzione della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, primo esempio in Italia di gestione a partecipazione pubblico-privata che ha reso possibile il conferimento delle collezioni da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e lo stanziamento dei fondi necessari da parte degli altri soci fondatori quali Città di Torino, Provincia di Torino, Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.

Il progetto prevede un profondo rinnovamento del Museo: dalla struttura architettonica interna ai servizi al pubblico, dai principi su cui si basa l’allestimento delle sale al numero e alla varietà degli oggetti esposti, per riportare uno dei gioielli dell’offerta culturale italiana in linea con gli standard richiesti a un museo d’avanguardia: nell’art.1 dell’Atto Costitutivo è così descritto l’obiettivo della Fondazione: “Assicurare la gestione, la conservazione, la manutenzione, la valorizzazione, la promozione e l’adeguamento strutturale, funzionale ed espositivo del Museo delle Antichità Egizie di Torino”. La Fondazione si propone quindi di accogliere gli standard internazionali dell’ICOM (Consiglio internazionale dei musei) e di adottare come guida del suo operato verso il Museo Egizio la definizione ICOM del museo: “Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto.”

Ma se con la nuova forma di gestione sono stati compiuti i primi passi verso il futuro, è con i lavori di ristrutturazione e rifunzionalizzazione che la svolta del Museo diverrà completa. Interventi che, iniziati nell’estate 2009, giungeranno a completamento nei primi mesi del 2015: nel rinato Museo Egizio i reperti troveranno così un più ampio respiro, non solo perché lo spazio espositivo aumenterà passando dagli attuali 6.400 a oltre 12.000mq, ma anche per i nuovi allestimenti che verranno realizzati. In linea con i suddetti obiettivi, il 1° agosto 2013 è stato inaugurato il nuovo Piano Ipogeo e la mostra “Immortali”, primo tassello del nuovo Museo Egizio: un nuovo percorso museale temporaneo, che condurrà idealmente il pubblico all’inaugurazione del 2015. Si tratta di un’anticipazione significativa di quello che sarà il “nuovo Museo Egizio”: i 1.000mq realizzati al di sotto del cortile interno del Palazzo rappresentano infatti il primo tassello tangibile della radicale trasformazione che sta interessando il polo museale da quasi cinque anni a questa parte e che porterà nella primavera 2015 a uno spazio espositivo interamente rinnovato, finalizzato alla piena valorizzazione di un patrimonio museale straordinario. L’allestimento propone un’affascinante selezione di capolavori che conduce il visitatore alla scoperta di un percorso cronologico molto ampio: ciascun reperto, connotato da differenti materiali e tecniche di lavorazione, consente di comprendere l’elevato grado di conoscenza e perizia di artisti e artigiani così come l’ambizione dei loro committenti, faraoni, regine o nobili, che necessitavano di quelle competenze e abilità per celebrare se stessi e il loro potere. L’immortalità degli Antichi Egizi diventa così tangibile nelle opere, sia monumentali che di piccole dimensioni, che rivelano saperi sorprendenti in grado di inviare incessantemente messaggi dal passato.

Le importanti trasformazioni in atto verranno inoltre sostenute dal nuovo direttore, il 39enne Christian Greco, subentrato allo scadere del secondo mandato di Eleni Vassilika, il 1° marzo 2014. Giovane, concreto e propositivo, Greco si è presentato alla stampa lo scorso 10 marzo per illustrare il progetto di allestimento che gli è valsa la conquista dell’ambito titolo. Non si è ancora insediato ufficialmente (lo farà solo il 28 aprile, data in cui si stabilirà definitivamente a Torino), ma il progetto da lui promosso è già in fase di esecuzione e avrà molti legami con la sua storia personale di egittologo emigrato da Arzignano (Vicenza) in Olanda, dove nel 2009 è diventato responsabile della collezione egizia del Museo delle Antichità di Leyden, con la quale a breve verrà instaurata un’importante collaborazione. Oltre alla valorizzazione delle collezioni, Greco punterà  tutto sulla ricerca, nell’intento di fare del polo museale un centro di coordinamento di studi scientifici, in collaborazione con le istituzioni italiane ed estere. Le ricerche e i risultati, spiega il neodirettore, dovranno poi essere comunicati al pubblico attraverso un percorso di mostre temporanee (due all’anno) che contestualizzino l’oggetto archeologico e lo mettano in relazione con altri musei internazionali. Sempre con un occhio rivolto al pubblico, Greco ha infine dichiarato la volontà di avviare cicli di conferenze divulgative, in cui i curatori ed il direttore raccontino con entusiasmo i magnifici tesori conservati nel nostro museo.

Intanto i lavori di rifunzionalizzazione, restauro, ampliamento e messa in sicurezza del Museo Egizio procedono spediti: prossima tappa il 16 aprile, con la riapertura dello statuario, tuttora impacchettato per permettere al cantiere di proseguire, fino all’apertura ufficiale del 1 aprile 2015. In tempo per l’Expo di Milano.

PER SAPERNE DI PIU’: Dal 24 al 30 marzo il Museo Egizio di Torino aderisce alla prima edizione della Museum Week, l’iniziativa che permetterà a tutti gli utenti di Twitter di partecipare alla vita museale quotidiana anche con uno sguardo dietro le quinte:  tramite l’hashtag #MuseumWeek  sarà così possibile scoprire i contenuti più interessanti e i “volti” di uno dei musei più visitati d’Italia.