Deluse le aspettative delle famiglie italiane: la domanda del credito è crollata del 23% rispetto a settembre 2010.

L’acuirsi della crisi finanziaria ha creato un generale clima di incertezza: la situazione del debito e dei Paesi a rischio, oltre alle manovre correttive messe a punto in estate sono tutti motivi che demotivano la richiesta di mutui. I prezzi sono lievitati oltre la disponibilità economica di chi vorrebbe accedere ad un mutuo per acquistare la casa ed è forte inoltre la riduzione della percentuale erogata rispetto al valore dell’immobile. E lo spettro della stretta del credito prende sempre più forma.

A settembre la richiesta di mutui, secondo Crif, ha registrato un crollo del 23% rispetto allo stesso mese del 2010. In discesa anche la domanda di prestiti personali e prestiti finalizzati. Ed è una conseguenza ovvia: in uno scenario di incertezze le aspettative delle famiglie italiane si stanno riducendo ancora, nonostante la tradizionale fiducia degli italiani nel mattone.

Mancano chiare prospettive sul futuro e, se poi si prendono in esame i crolli dei mercati finanziari, le tensioni sul debito sovrano e i ripetuti interventi correttivi sul bilancio dello Stato, è ovvio che le famiglie italiane pensino non solo a rinviare gli acquisti ma anche ad optare per altri investimenti.

Il mondo del credito è cambiato in pochi mesi. Le banche sono costrette a raccogliere denaro a costi maggiori e, di conseguenza, ad aumentare i prezzi dei prodotti e quindi a rincarare lo spread, ovvero il margine di guadagno applicato dall’istituto di credito. Peraltro lo spread, secondo l’analisi di Mutuionline, in quattro mesi è passato da 1,36% di giugno a 2,49% di inizio ottobre.

Difficoltà anche e soprattutto per i giovani. In dieci anni i mutui erogati agli under 25 sono scesi dal 3,8% all’1,7% del totale e per i giovani compresi tra i 26 e i 35 anni il calo passa dal 50,6% al 36,9%. Dall’Osservatorio di Mutuionline si evince che nel 2002 i mutui per l’acquisto prima casa rappresentavano l’80% del totale, ora sono il 64%, mentre crescono i mutui per le seconde case (dal 5,2% del 2002 al 7,6% del 2011).

I giovani hanno molta difficoltà per accedere al mutuo per l’acquisto della prima casa. Le banche e gli istituti di credito in generale non concedono finanziamenti se la cifra richiesta è superiore all’80% del valore dell’immobile da acquistare. D’altro canto, i giovani non possono contare su eventuali risparmi accumulati vista la difficile situazione economica e lavorativa attuale. Le banche, quindi, non vogliono correre rischi.