Storia di (stra)ordinaria quotidianità nel centro di Napoli dove una donna residente in un appartamento di via Cilea, quartiere Vomero, aveva trasformato il proprio domicilio in discarica. I condomini, avvertendo ormai da giorni il diffondersi dei malsani miasmi per tutto lo stabile, avevano avvisato le autorità competenti, Asl compresa. Lo scenario dispiegato di fronte alla compagnia diretta dal capitano Giovanni Ruggiu quando i carabinieri si sono recati sul posto per i controlli è stato a dir poco inquietante: un’anziana di 71 anni si trovava in stato di totale abbandono in mezzo a quintali di pattume e sporcizia, avendo accumulato nell’abitazione qualcosa come 1600 sacchi ricolmi di rifiuti di ogni sorta.

Dopo la vicenda del febbraio dello scorso anno, differente nel suo complesso ma non nella sostanza e nei significati, della giovane tenuta segregata in un’abitazione tra escrementi e immondizia nel medesimo quartiere collinare del capoluogo partenopeo, un’altra storia di degrado si è consumata tra le mura domestiche ai danni di una persona abbandonata alla propria solitudine.

Non era la prima volta che, stando a quanto riferito dal luogotenente Gaetano Floccher della caserma Vomero, i carabinieri provavano durante altre occasioni di sopralluogo a entrare nell’appartamento della donna, ma senza successo a causa dei reiterati dinieghi della pensionata. Solo una volta informata la Procura, grazie a un decreto emesso dal pm Manuela Serpico i militario sono riusciti ad avere accesso all’abitazione per la perquisizione. Uno stato di abbandono e sporcizia surreali che hanno richiesto l’intervento degli uomini della municipale e dell’Asl per bonificare l’ambiente.

Ennesimo episodio ai limiti dell’umanità con una donna anziana, nubile e sola, rinchiusa nella propria abitazione a forte rischio decesso per intossicazione da rifiuti, di cui nessuno – coinquilini compresi – sapeva nulla.