Avrebbe potuto trasformarsi nell’ennesimo drammatico caso di rapimento di bambini se l’epilogo fosse stato leggermente diverso. Invece, fortunatamente, l’urlo straziante della madre che, gettatasi a capofitto in mezzo alla folla è riuscita a farsi largo tra una marea di gente strappando dalle grinfie di una donna straniera il corpicino innocente e impaurito della sua bambina.

È successo a San Gregorio Armeno, celebre strada del centro di Napoli, affollato per la tradizionale passeggiata tra i pastori, un’ininterrotta processione di persone che spesso, come accaduto anche in passato, può nascondere insidie. Una mamma uscita con la figlioletta per assistere a uno dei momenti più sentiti del folklore partenopeo, a un certo punto ha perso di vista la bimba sfuggita alla stretta della sua mano.

Sono stati davvero impercettibili gli attimi nei quali la stretta di mano della donna ha smarrito la morsa a causa della fiumana di persone che, strattonandola nel flusso le ha fatto perdere il contatto con la figlia. Frazioni di secondo in cui la piccola, travolta, mollata la presa finisce inghiottita da un vortice di persone che la trascina via. In quei momenti la donna ha però la lucidità di accorgersi che la stava perdendo il contatto anche visivo con la piccola che nel frattempo la stava chiamando a suon di urla.

In un istante la madre si getta a capofitto nel fiume umano recuperando disperatamente la figlia, strappandola dalle grinfie di un’altra donna che, raggiunta da altre due persone, le racconta che stava portando la bambina dalla sua mamma. Insieme ad altra gente intervenuta, incuriosita dall’accaduto e consapevole di quanto stesse avvenendo, la madre circonda i malintenzionati ma quando qualcuno riesce ad attirare l’attenzione di due agenti di polizia municipale, i quali non afferrando subito la gravità della situazione, accorrono in ritardo, quelle persone si sono già dileguate senza lasciare traccia di sé.