[AGGIORNAMENTO ore 14:00 del 2 febbraio ] L’operatrice che è stata sequestrata dall’uomo nigeriano ha raccontato la sua versione della sua storia. Stando alle sue parole il migrante non avrebbe portato a termine l’atto sessuale, ma si sarebbe trattato di una molestia. “Non mi ha violentata,  si è abbassato i pantaloni e ha fatto cose sue. Ha raccontato che non aveva una donna da tre anni e chiedeva chiarimenti sul suo documento, scaduto oggi. Certo rimanere chiusa con lui non è stato piacevole, a un certo punto ha battuto anche i pugni sul tavolo. Ma non mi ha violentata, questo no“.

Tragica vicenda quella avvenuta a Giugliano, in provincia di Napoli, dove un migrante di 25 anni di origine nigeriana è accusato di aver sequestrato e stuprato l’operatrice 62enne del centro di accoglienza di cui era ospite.

Stando alle testimonianze raccolte dai carabinieri, il migrante sarebbe entrato nell’ufficio della donna, avrebbe chiuso la porta e poi l’avrebbe aggredita sessualmente.

Insospettita, un’altra operatrice ha domanda cosa stesse succedendo e ha intimato di aprire la porta. Il nigeriano avrebbe allora costretto la vittima ad acconsentire alla richiesta, ma la collega non è caduta nel tranello e ha chiamato immediatamente il 112, avendo intuito la situazione: i carabinieri hanno portato il giovane ospite dell’hotel Le Chateau nel carcere di Poggioreale.

Sulla questione è intervenuto Matteo Salvini, il quale in un post su Facebook ha criticato la politica d’accoglienza lassista e ha chiesto una pena esemplare per il sospettato di stupro: “Un ‘bravo migrante’ africano di 25 anni, ospite (a spese nostre) di un centro di accoglienza per presunti profughi vicino a Napoli, ha sequestrato e VIOLENTATO una operatrice della struttura che lo accoglie. È stato arrestato, ma non basta. Castrazione chimica e poi espulsione: questa deve essere la cura.”