Come puntualmente segnalato da questo sito, gli scioperi in Italia sono all’ordine del giorno e riguardano soprattutto i mezzi di trasporto. Adesso ve n’è da riportare uno parecchio più singolare. A incrociare le braccia nel Comune di Napoli sono ora infatti i necrofori, gli addetti alla sepoltura dei morti.

I necrofori che lavorano presso le cinque cooperative attive a Napoli hanno deciso di iniziare uno sciopero che si potrebbe protrarre a lungo, fino al 2 febbraio. La decisione è stata presa in seguito alla comunicazione di un bando del Comune della città partenopea per l’assegnazione del servizio di interro.

Lo sciopero da parte dei necrofori ha preso avvio e ha già bloccato la sepoltura di circa una ventina di salme. Un disagio che potrebbe diventare ancora più allarmante nel corso dei prossimi giorni, se non verrà trovata al più presto una risoluzione.

I necrofori non hanno però intenzione, almeno al momento, di arretrare sulle loro posizioni. Il portavoce di questa categoria di lavoratori in sciopero Ciro Buonincontro, pur rammaricandosi per i disagi, ha infatti comunicato: “Ci rendiamo conto del disagio che provochiamo, ma noi tra un mese non avremo più un posto di lavoro e non potremo dar da mangiare ai nostri figli”.

Il portavoce dei necrofori ha quindi spiegato le ragioni dello sciopero in corso a Napoli: “Il Comune non è in grado, con i suoi dipendenti, di reggere la mole di lavoro di questa struttura, anzi non può fare quasi nulla, e infatti il responsabile ha sospeso il servizio. Noi fino a oggi gli abbiamo risolto i problemi e oggi ci ringraziano mettendoci in mezzo a una strada. Per questo motivo fino al 2 febbraio non seppelliremo più nessuno”.

Nella data del 2 febbraio è prevista la discussione in Comune sulla gara di appalto. Se non verrà raggiunto un accordo prima, il blocco nelle inumazioni e tumulazioni a Napoli rischia di restare effettivo per quasi un mese.

Dalla parte dei necrofori di Napoli c’è l’avvocato e presidente dell’associazione Noi consumatori Angelo Pisani, che ha dichiarato: “Ci sono da rispettare i diritti di questi lavoratori e nello stesso tempo occorre garantire una sepoltura degna ai defunti evitando che il problema divenga sempre più grave”.