Sono in 15, tra imprenditori e professionisti, a essere finiti agli arresti domiciliari a Napoli per un clamoroso caso di smaltimento illecito di rifiuti.

Oltre 250mila le tonnellate di immondizia portate in due cave della Campania, con conseguente enorme danno per l’ambiente. L’operazione è stata portata a termine dai carabinieri del Noe, in collaborazione con la procura di Napoli: quello che è stato scoperto era un sistema consolidato di traffico di rifiuti che si serviva di documenti falsi per il trasporto e certificati contraffatti di analisi presso il Comune di Giugliano.

Un giro che fruttava milioni di euro, per un totale di 45 persone indagate e coinvolte negli affari illeciti a vario titolo. Le due cave – la San Severine e la Neos di Giugliano – sono state sequestrate insieme ai mezzi utilizzati dalle ditte coinvolte, così come sono stati posti i sigilli alle aree di stoccaggio dei rifiuti.

L’indagine ha preso il via da un esposto anonimo in cui veniva denunciata l’incresciosa situazione presso la società San Severino Ricomposizioni ambientali srl. 

La ditta in particolare si occupava di smaltire nella cava di San Severino i rifiuti provocati dalle demolizioni di edifici di Napoli e provincia, senza che questi fossero sottoposti ai canonici processi di separazione, vagliatura e macinazione. Peraltro la zona risulta essere sottoposta a rischio idraulico e quindi anche potenzialmente pericolosa.

Nella Neos invece i rifiuti venivano miscelati con la pozzolana della cava e poi rivenduti all’industria edile Moccia di Caserta come mattoni: materiale inadatto per l’edilizia civile a causa della peculiare fragilità, peraltro rilevata dagli stessi imprenditori e operai durante alcune conversazioni telefoniche intercettate.

Il sistema criminale avrebbe riguardato anche la ripulitura del canale di via Cirillo, a Quarto, dove venivano smaltiti i rifiuti non pericolosi, abbandonandoli e coprendoli con terreno vegetale, poi franato in seguito alle piogge, oppure tramite occultamento nell’alveo del canale, con il rischio di ostruire il flusso del corso d’acqua.