Pier Luigi Bersani si prepara a raccogliere con ogni probabilità l’incarico per formare un governo che definire instabile è eufemistico. Domani il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, comincerà le consultazioni formali con i gruppi parlamentari. La corte spietata che il Pd sta facendo nei confronti del Movimento 5 stelle sembra arenarsi quasi definitivamente. Il nuovo responsabile della comunicazione del gruppo M5S al Senato, Claudio Messora, ha dichiarato a Radio24 che i grillini non daranno mai la fiducia ad un governo Bersani (foto by InfoPhoto), “Nemmeno se camminasse di notte sui ceci”. Queste parole dovrebbero sancire una rottura definitiva, ma la politica è un ambiente in cui amici e nemici cambiano a velocità incredibili, e anche le ipotesi più assurde a volte si trasformano in realtà. Il segretario del Pd ha anche quasi aperto al Pdl sulla questione del Quirinale (il Parlamento si riunirà in seduta comune il 30 aprile), dopo gli annunci di battaglia berlusconiani: “Occorre cercare una soluzione anche con il Pdl. Non su un nome loro, ovviamente. Ma si deve provare a condividere una proposta”.

Nel frattempo i partiti hanno definito i nomi dei propri capigruppo. Ieri il Pdl ha scelto Renato Brunetta alla Camera e Renato Schifani al Senato. Oggi il Pd ha designato Luigi Zanda al Senato e Roberto Speranza alla Camera. La Lega Nord ha eletto Giancarlo Giorgetti a Montecitorio e Massimo Bitonci a Palazzo Madama. Scelta Civica ha eletto Lorenzo Dellai alla Camera e Mario Mauro al Senato. Il Gruppo Misto ha scelto Pino Pisicchio, di Centro democratico, come capogruppo alla Camera; del gruppo fanno parte anche la Svp e Fratelli d’Italia. Nel Misto al Senato è entrata Sel, a cui appartiene il capogruppo Loredana De Petris. Roberta Lombardi è stata scelta alla Camera per il M5S, Vito Crimi al Senato.