Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, porta con sé un messaggio chiaro e preciso. Bisogna proseguire nella politica delle riforme, nessuno deve porre ostacoli. Nemmeno quel Silvio Berlusconi che, negli ultimi tempi, si è schierato spesso al fianco di Beppe Grillo (LEGGI QUI PER LA DISCUSSIONE SULLA GRAZIA): “La crisi che ha investito l’eurozona ha messo a dura prova la coesione sociale – ha detto Napolitano - le più elaborate previsioni 2014 segnalano un rischio diffuso di tensioni e scosse sociali: un rischio che deve essere tenuto ben presente e fronteggiato in Italia”. (LEGGI QUI PER LE SUE DICHIARAZIONI SUL PORCELLUM)

Poi sul Governo: “Le sue sorti – ha detto - poggiano soltanto sulle sue forze, sono legate soltanto al rapporto di fiducia con la sua maggioranza. È nel pieno rispetto dell’autonoma responsabilità del governo che il capo dello Stato interviene in spirito di cooperazione e con contributi di riflessione. Oggi vorrei rivolgere uno schietto appello al partito che il 2 ottobre scorso si è distaccato dalla maggioranza originaria guidata da Letta (chiaro il riferimento a Forza Italia, LEGGI QUI), perché quella rottura non comporti l’abbandono del disegno di riforme costituzionali. Mancare anche questa volta l’obiettivo della revisione della II parte della Costituzione sarebbe fatale per il rilancio delle potenzialità e del progresso della nazione”.