Senza lavoro per i giovani, l’Italia è finita. L’allarme, il grido di dolore arriva dal presidente Giorgio Napolitano, oggi a Monfalcone in visita ufficiale per la commemorazione del centenario della Prima guerra mondiale. Il capo dello Stato fa eco alle parole di Papa Francesco, pronunciate durante la visita pastorale di ieri a Campobasso. “Proprio dalla guerra, i giovani presero consapevolezza del senso di patria. Il ricordo di ieri vale come lezioni per l’oggi e – oggi – un’Europa unita e in pace vuol dire prima di tutto affrontare il malessere economico e sociale”.

Se l’Europa ha 27 milioni di disoccupati, nel nostro Paese la disoccupazione tra i giovani raggiunge addirittura il 43%, con punte di oltre il 50% nel Mezzogiorno. Un’emergenza che va affrontata e vinta, “sradicando i nazionalismi aggressivi e bellicisti e dando vita a un progetto e a un concreto processo di integrazione e unità dell’Europa”. Nazionalismi che sono tornati forti dopo le elezioni europee.

“Sappiamo che cento anni fa, grandi masse di figli dell’Italia umile e provinciale scoprirono di essere cittadini. L’Italia uscì perciò da quel conflitto trasformata socialmente e moralmente”. Il capo dello Stato è accompagnato dalla moglie Clio. Entrambi seguiranno il concerto al Sacrario Redipuglia, costruito nel 1938 e dove sono custoditi i resti di più di 100 mila caduti, di cui 40 mila militi ignoti. Riccardo Muti questa stasera qui dirigerà la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, in memoria delle vittime di tutte le guerre.

Con Napolitano ci saranno i suoi colleghi: lo sloveno Borut Pahor, il croato Ivo Josipovic, il presidente del Consiglio federale austriaco Georg Keuschnigg. Domani la commemorazione proseguirà con un nuovo incontro tra Napolitano e Pahor a Gorizia, sul piazzale della Transalpina dove nel 2004 c’è stato il battesimo della nuova Europa allargata a Est.  I due saliranno a Monte Santo e siederanno sulla panchina della pace. Prima di ritornare a Roma, domani pomeriggio Giorgio Napolitano si fermerà ad Aquileia.