L’ennesima bagarre politica attorno alla figura di Giorgio Napolitano (foto by InfoPhoto), scaturita dalle anticipazioni del Corriere della Sera del libro “Ammazziamo il Gattopardo” di Alan Friedman – secondo il quale il Presidente della Repubblica preparò il terreno al governo Monti ben prima della sua nomina ufficiale – non poteva non provocare la risposta del diretto interessato, che ha scelto via Solferino, e il suo direttore Ferruccio De Bortoli, come destinatario della sua lettera aperta. “I veri fatti, i soli nella storia reale del Paese nel 2011, sono noti e incontrovertibili ed essi si riassumono in un sempre piu’ evidente logoramento della maggioranza di governo uscita vincente alle elezioni del 2008“.

Il capo dello Stato, con ironia affatto celata, dice di comprendere i motivi che hanno sedotto un brillante giornalista come Alan Friedman, ovvero “riscrivere la storia recente del nostro paese”, ma derubrica le sue presunte rivelazioni-choc a normali “contatti e colloqui con forze politiche e altri soggetti esponenti della società civile”, ovvero Mario Monti. A far da contrappeso alla normalità dei suoi colloqui con il futuro premier ci sono quelli che Napolitano definisce “fatti noti e incontrovertibili“, che si riassumono nel “sempre più evidente logoramento della maggioranza di governo uscita vincente dalle elezioni del 2008“, come dimostravano, tra le altre cose, la “rottura tra il Pdl e il suo cofondatore (Gianfranco Fini, ndr)“, il “manifestarsi di dissensi e tensioni nel governo” e, soprattutto, “le dure sollecitazioni critiche delle autorità europee verso il governo Berlusconi“. Infine, l’affondo: “le confidenze personali e l’interpretazione che si pretende di darne in termini di «complotto» sono fumo, soltanto fumo“.