Continuano le straordinarie rilevazioni del robot Curiosity della NASA, che dal 2012 si trova sulla superficie del pianeta Marte e sta fornendo una serie di dati d’impatto straordinario. Recentemente l’ente spaziale americano aveva comunicato ufficialmente che su Marte era stata trovata dell’acqua liquida e salata (una notizia che aveva già aperto alla possibilità che sul pianeta vi fossero forme di vita) e oggi ha fatto sapere che lo stesso pianeta avrebbe ospitato laghi e delta di fiumi in passato, per un tempo davvero lunghissimo – si stima fino a 10 mila anni.

Si tratta di un lasso temporale che potrebbe rendere del tutto plausibile, ancor di più, che Marte abbia potuto ospitare forme di vita. In più, si tratta di aspetti che permettono di avvalorare sempre più la teoria secondo la quale Marte e la Terra sarebbero molto più simili di quanto si potrebbe pensare.

I dati provenienti da Curiosity e analizzati dal gruppo di ricerca coordinato da John Grotzinger (California Institute of Technology) sono relativi ai sedimenti ritrovati nel cratere Gale e rappresenterebbero una conferma al fatto che un tempo i crateri di Marte fossero in realtà dei laghi. Ipotesi, quest’ultima, che si era già paventata dal momento in cui arrivarono le prime immagini dai satelliti.

Sempre secondo i dati raccolti, i sedimenti si sarebbero col tempo accumulati in grandi depositi e sarebbero stati spinti fino al centro del cratere, dove è possibile trovare il Monte Sharp (alto quasi 5 mila metri). Sarà proprio questo l’ultimo obbiettivo di Curiosity e chissà che i dati ricavati non portino ad altre straordinarie scoperte.