Quando è nata la piccola Lavinia pesava solo 423 grammi ma, grazie ai progressi della scienza medica e alla sua grande forza di volontà, adesso è una bimba bellissima e in piena salute.

Un caso limite che oggi la mamma Barbara Magagnoli, 40 anni, esporrà in pubblico in occasione del Festival delle Scienze Mediche a “Palazzo Re Enzo” a Bologna, dove saranno spiegati i progressi della medicina nel campo delle nascite premature dagli anni Settanta. La piccola è nata alla ventitreesima settimana di gestazione all’ospedale Sant’Orsola di Bologna la notte del 24 dicembre 2014, così come la donna ha raccontato in un’intervista per il “Corriere.it”:

“Si sono rotte le acque e non c’è stato niente da fare, lei è nata. Io e il mio compagno Davide eravamo convinti di assistere a un aborto, ma quando Lavinia è nata ha tentato di piangere, ha mosso le braccia, le ostetriche erano choccate”.

Da quel momento in poi i medici hanno fatto di tutto per tenerla in vita, nonostante si trattasse di un caso atipico e delicatissimo:

“Aveva la pelle talmente sottile che si intravedevano gli organi, quando mi hanno permesso di sfiorarla per la prima volta temevo di farle male. Invece lei con la sua manina stringeva con forza il mio dito. Ha sempre lottato, ha tirato fuori la grinta fin dal primo minuto. A Capodanno, con addosso maschera e camice, l’ho presa in braccio per la prima volta, cinque minuti appena. Aveva attaccato di tutto, tubi, aghi, respiratore, ma è stato bellissimo”.

Lavinia è stata, così, ricoverata per 130 giorni in Terapia intensiva neonatale, dove i medici l’hanno tenuta costantemente sotto controllo, vaccinandola per difenderla dalle malattie che potevano compromettere il suo sviluppo. Un percorso lungo e durissimo che, però, la piccola ha superato con successo, per la gioia di mamma e papà. Finalmente la bimba sta bene e, anche se per adesso non può stare a contatto con molti coetanei, è sorridente e Barbara non può che essere più felice:

“Il professor Faldella (direttore della Neonatologia) mi ha ripetuto più volte che Lavinia è con noi per tre motivi: perché è una bimba geneticamente forte e sana, per i progressi della scienza medica e naturalmente per un po’ di fortuna. Ho imparato a godermi con gioia il sorriso contagioso di mia figlia, con la consapevolezza di essere stata fortunata a diventare mamma di una magnifica bambina”.