È arrivata la condanna della Prima sezione civile della Corte d’Appello di Roma per Bruno Stano, ex generale comandante della missione di Nassiriya del 2013.

L’accusa è quella di aver sottoposto a rischi eccessivi i soldati e i carabinieri che partecipavano all”operazione, pur consapevole di trovarsi in una zona di guerra nonostante la missione fosse definita di carattere “umanitario”.

Nella sentenza, arrivata a 13 anni dalla strage in cui morirono 28 persone, si legge che “è manifesta la stretta dipendenza tra il reato commesso e la morte e le lesioni riportate dalle vittime”.

Il procedimento giudiziario ha avuto un percorso molto travagliato: Stano venne assolto in secondo grado, con sentenza definitiva in quanto priva di appello. La Cassazione però aveva annullato gli aspetti civilistici della decisione dei giudici, portando quindi il caso in sede di tribunale civile.

A Stano viene imputato il fatto di aver sottovaluto i rischi derivanti dall’esposizione eccessiva della base Maestrale, nonché i molteplici avvertimenti lanciati dai servizi di intelligence, in cui si segnalavano i diversi gradi di avanzamento di quello che a tutto gli effetti si sarebbe rivelato un attentato e che la Corte d’Appello definisce “un allarme così puntuale e prossimo”.,

L’ex generale Stano è stato dunque condannato al risarcimento dei familiari delle vittime. I dettagli economici restano ancora da definire in un altro procedimento giudiziario, se non interverrà direttamente il ministero della Difesa.