Continuano con insistenza le voci di una crescente tensione tra Europa e Russia: intervistato da La Stampa, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in visita a Roma ha infatti confermato l’invio simbolico di truppe all’estremo confine orientale europeo.

Nel contingente anche un battaglione di circa 4mila soldati italiani, che nel 2018 faranno parte di uno dei quattro battaglioni dell’Alleanza che verranno posti di stanza presso i Paesi baltici.

Obiettivo di questo dispiegamento è quella di lanciare un segnale di coesione, nonché di ricordare alla Russia la forza dell’Europa, il tutto ovviamente mentre si continua a tentare il dialogo con il Cremlino, teso in seguito ai recenti sviluppi della guerra in Siria.

Tra due anni, inoltre, l’Italia sarà la nazione guida del Vjtf, ovvero la task force di azione veloce schierata lungo il confine est che ha come missione la risoluzioni in tempi brevi di eventuali emergenze.

I rapporti con Vladimir Putin, nonostante lo strappo sia tutt’altro che insanabile, rimangono tesi e Stoltenberg, che ha incontrato il Papa e il presidente della Repubblica, oltre che i ministri italiani, ritiene preoccupante le recenti dimostrazioni di forza della Russia nei confronti dei vicini.

Il segretario ha definito la situazione attuale “un territorio nuovo, un sistema di relazioni con Mosca mai visto sinora”, lontano dalla Guerra Fredda ma anche dalla collaborazione degli ultimi anni.

Per prevenire una guerra di cui si vocifera nei corridoi della diplomazia il dirigente della Nato afferma che il rapporto con la Russia deve avvenire all’insegna di “dialogo e difesa: non possiamo in alcun modo isolarla, non dobbiamo nemmeno provarci. Ma dobbiamo ribadire con chiarezza che la nostra missione è proteggere tutti gli alleati. Che serve una forte Alleanza non per provocare una guerra, ma per prevenirla. La chiave è la deterrenza, un concetto che si è dimostrato valido per quasi settant’anni”.

Anche Sergio Mattarella si è espresso sull’argomento affermando che “sul piano strategico è vivo il dibattito sulla minaccia proveniente da Est. Non è mancato chi ha assimilato le frizioni dell’ultimo periodo a un ritorno alla guerra fredda.

Ma il dialogo e il ristabilimento della legalità internazionale rimangono centrali, e a questo proposito si sono raggiunti traguardi importanti: “la convocazione del consiglio Nato – Russia ha rappresentato un passo nella giusta direzione e ci auguriamo che tale filo non venga spezzato, auspicando che la Russia voglia seriamente collaborare in questa direzione”.