Altra tragedia nel nostro mare, un barcone è semi affondato nel canale di Sicilia e i soccorsi della nave Vega della Marina Militare sono riusciti a salvare 135 persone ma purtroppo la conta dei cadaveri ritrovati nel mare continua a salire ed attualmente sono 45 ma si teme che ci siano ancora decine di dispersi e che il conteggio delle vittime possa aumentare nelle prossime ore. In totale sono state ben 17 le operazioni della giornata di ieri, tutte coordinate dalla centrale operativa di Roma delle Capitanerie di Porto che è riuscita  salvare più di 2000 persone.

Matteo Salvini, leader della Lega Nord, ha dichiarato: “oltre 40 mila sbarcati dall’inizio dell’anno, non possiamo stare zitti e fermi. Vogliamo presentare le nostre proposte. Ci rifiutiamo di assistere a questo disastro in silenzio”. Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, direttamente dal Giappone, dove ha partecipato al G7, ha affermato: “Parlare al momento di emergenza è fuori luogo. Il Migration Compact va bene, aspettiamo la fase di concretizzazione” per iniziare a lavorare con i primi paesi della fascia subshariana. Anche Angelino Alfano, Ministro degli Interni, ha commentato la tragedia parlando della situazione, più in generale, dei migranti: “Quando eravamo a 170 mila, nel 2014 e gli altri paesi a zero, la redistribuzione dei migranti era a nostro vantaggio. Ora che ne sono arrivati tantissimi in Grecia, Ungheria, Austria non è neanche detto che siamo tra cedenti migranti con i ricollocamenti e non dovremmo invece prendere, accogliere migranti”.

Con il naufragio dei migranti di questa mattina si sale a tre in tre giorni e i 45 morti confermati potrebbero salire nuovamente: sono stati salvati in 135 ma pare che sul barcone ci fossero più di 300 persone questo significa che sarebbero quasi duecento i migranti ancora incastrati nel mare. Tragedie su tragedie che stanno trasformando una delle cose più belle al mondo, il mare, in un cimitero. L’allerta rimane altissima poiché sono previsti nuovi arrivi sopratutto dall’Eritrea e dalla Nigeria, sembra un incubo da cui non ci si sveglia mai.