UPDATE: naufragio canale di Sicilia, 143 superstiti arrivati a Malta

L’emergenza nel Mediterraneo ha portato un’altra strage. Il naufragio a 70 miglia dall’isola di Malta del barcone che aveva aveva a bordo 250 persone ha portato alla morte di 50 migranti, tra cui 10 bambini. La Marina italiana e quella maltese, è nelle acque dell’isola che si è rovesciato il barcone, hanno fatto il possibile per salvare tutti gli immigrati provenienti dall’Africa ma non c’è stato niente da fare, sono 200 le persone che sono state miracolosamente salvate. L’emergenza è talmente drammatica che nei prossimi giorni la situazione potrebbe peggiorare. Altre imbarcazioni arriveranno, l’ultimo avvistamento è stato quello di un gommone soccorso al largo di Lampedusa con 100 persone a bordo.

Secondo stime dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati Malta e Lampedusa, dall’inizio del 2013 hanno già accolto 32.000 persone,  due terzi delle quali hanno richiesto asilo.

Il premier italiano Enrico Letta e il primo ministro maltese, Joseph Muscat, si sono sentiti e hanno concordando sulla necessità di chiedere aiuto all’Europa. “Noi siamo la frontiera europea, non è solo un nostro problema, è un problema dell’Europa Oggi abbiamo fatto il nostro dovere di salvare i naufraghi. Se non fosse stato per le forze militari maltesi che hanno gettato una zattera di salvataggio, più persone sarebbero morte” ha detto Muscat secondo quanto riporta Malta Today, e commentando l’ennesimo naufragio “è un’altra sveglia per l’Europa. Quante altre persone devono morire prima che ci sia un intervento? Malta e Italia lavorano insieme e si sentono abbandonate su questo tema. Questo è un problema europeo. Questi disperati cercano un futuro in Europa e l’Europa non può diventare cieca. I mari intorno a noi si sono trasformati in cimiteri” ha concluso sconsolato il premier maltese.

Le brutte notizie non finisco qui, si aggrava anche il bilancio dell’incidente della settimana scorsa al largo di Lampedusa: sono 339 i corpi recuperati.