Sarebbero 80 i migranti morti annegati nel mar Mediterraneo in un naufragio verificatosi nei giorni scorsi, secondo quanto riferito dai superstiti, recuperati a bordo del pattugliatore Fiorillo che è arrivato al porto di Pozzallo, nel Ragusano, con 407 migranti. Stando alle prime informazioni raccolte, i migranti erano saliti sul gommone della morte che, ad un tratto, ha iniziato ad imbarcare acqua. Alcuni di loro – circa 80 persone – sarebbero finiti in mare e, dunque, sarebbero morti annegati prima dell’arrivo dei soccorsi. La Procura di Ragusa ha già aperto un’indagine per far luce sull’ennesima strage nel Mediterraneo.

Tra i migranti superstiti una donna ha partorito un feto morto

Un salvataggio a mare che, nonostante le polemiche delle ultime settimane, è “ora più cruciale che mai” ha precisato l’Unhcr secondo cui servono “ulteriori sforzi per salvare le persone lungo questa rotta pericolosa” che causa, di fatto, migliaia di vittime ogni anno. 985, invece, sono i migranti sbarcati al porto di Augusta sulla nave Gregoretti della Guardia Costiera: 55 donne di cui 31 incinte, 10 neonati e 60 minori non accompagnati.

Una donna, originaria della Nigeria, ha partorito un feto morto: trasportata d’urgenza in ospedale, sembra che sia in buone condizioni di salute.

Migranti, l’appello dell’arcivescovo di Siracusa

“Non possiamo rimanere spettatori passivi di tragedie che si consumano sotto i nostri occhi: prima fra tutte l’accoglienza dei migranti che non può essere elusa per le eventuali attività illecite connesse al fenomeno le quali, se sussistono, vanno severamente represse, ma non devono spegnere la voce della nostra coscienza che non può non essere sensibile verso le sofferenze di tanti uomini, donne e bambini costretti da guerra e fame a lasciare i propri paesi”, queste le parole di Monsignor Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Siracusa.