Nella mattinata del 19 dicembre, “Sarago”, un peschereccio uscito per l’abituale giornata di lavoro è naufragato a Termoli, all’altezza di Lido Alcione. Il freddo comunicato recita che un cittadino tunisino, Mohammed Abwelhed di anni 45, è stato trovato cadavere mentre un secondo tunisino,  Fathi M’ Baya proprietario del natante, è tuttora disperso. Il terzo concittadino si sarebbe dovuto recare con loro al lavoro ma, per motivi personali non ha potuto raggiungerli, scampando così alla fatalità; essendo un abituale collega di lavoro però, le prime fasi delle ricerche si sono concentrate anche sulla sua persona, dandola per dispersa. La salma della vittima si trova ora presso l’obitorio dell’Ospedale San Timoteo di Termoli a disposizione dell’A.G. Nella comunità di pescatori della zona rimane il dubbio che a bordo vi potesse essere un terzo uomo in sostituzione di quello che non si è recato al lavoro ma ad oggi, non pervenendo alle autorità alcuna conferma, le ricerche si focalizzano su quello che ufficialmente è l’unico disperso,  Fathi M’ Baya, che tutti chiamavano “Franco”. Secondo la ricostruzione del proprietario del peschereccio “Lorenzo Primo”, amico dei pescatori tunisini, il naufragio del natante potrebbe essere avvenuto perché i due, o tre, uomini si sarebbero spostati sullo stesso lato della barca, lasciando al mare agitato il solo compito di terminare il ribaltamento. Prosegue dicendo: “ Il tunisino che noi chiamiamo Mimmo è stato trovato poco dopo vicino al Sarago ed è stato recuperato da un ufficiale della Capitaneria di Porto che si è tuffato in mare; nel frattempo era stato avvistato anche l’altro tunisino, ma durante l’operazione di ripescaggio di Mimmo, l’altro noto come Franco che è anche il proprietario del battello è stato trascinato sul fondale dalla forte corrente marina per cui le ricerche ora sono concentrate nelle vicinanze del luogo del ritrovamento della barca”. Per le ricerche è stato utilizzato anche un elicottero dei Vigili del Fuoco di Pescara.