Parla senza mezzi termini Daniela Santanchè, intervistata da Sky Tg 24 a poche ore di distanza dalla tragedia del naufragio in Sicilia nella quale sono morte un numero di persone che oscilla tra le 700 e le 950.

La parlamentare di Forza Italia non si unisce al coro di voci che lamentano l’assenza di interventi da parte dell’Unione Europea, ma attacca direttamente il governo, reo a suo parere di aver creato le condizioni per il disastro.

Matteo Renzi, Angelino Alfano e Laura Boldrini i bersagli del suo attacco: “Io dico che non è la più grande tragedia del Mar Mediterraneo, ma la più grande tragedia del governo italiano, che con Renzi non riesce assolutamente ad approcciare nella giusta dimensione il problema. L’asse che si è creato tra Renzi, Alfano e la Boldrini è la più grande tragedia italiana.”

La soluzione prospettata dalla Santanché per fermare gli sbarchi ed evitare altre morti nel Mediterraneo è molto semplice e richiama alla memoria eventi del passato italiano: “Non c’è più tempo per aspettare: la nostra Aeronautica militare deve alzarsi, e la nostra Marina militare deve andare ad affondare tutti i barconi, come già è successo in precedenza in Albania.

Inutile disquisire delle eventuali ripercussioni diplomatiche, che potrebbero addirittura dare il via a un conflitto: “Se poi questo è un atto di guerra poco ce ne importa. Io credo che l’unica soluzione sia che venga impedito ai barconi di partire, perché questa falsa solidarietà, questo finto buonismo, questo far finta di voler aiutare tutti quanti alla fine non è altro che uno sporcarsi le mani di sangue.”

Azioni di tipo militare dunque, e interventi di solidarietà situati nei luoghi da cui partono i migranti, con la costruzione di centri d’accoglienza direttamente sulle coste dei Paesi africani di provenienza. Questa la soluzione al problema della Santanché: “Questa è l’unica considerazione che si può fare: sono lacrime di coccodrillo quelle sparse da coloro che ora dicono che si tratta di una grande tragedia. La tragedia è solo del nostro governo.”

Posizioni che si avvicinano molto a ciò che ha detto il leader della Lega Matteo Salvini nelle ultime ore: “Cos’è cambiato a 18 mesi da Lampedusa? Servono altri 700 morti per bloccare le partenze? Se le istituzioni Ue hanno ancora un senso ci vuole tanto a organizzare dei blocchi navali internazionali davanti alle coste libiche e identificare chi è immigrato clandestino e chi è rifugiato? Non so più come dirlo. L’ipocrisia di Renzi e Alfano crea morti”.

Sulla stessa linea Roberto Calderoli e Renato Brunetta, che auspicano anch’essi controllo delle credenziali dei migranti, blocchi della navigazione, l’edificazione di centri d’accoglienza e la fine dell’indecisione diplomatica portata avanti dal governo.