I magistrati che indagano sulla sciagura che il 16 aprile provocò nella Corea del sud la morte di 281 passeggeri (senza contare altri 23 che risultano ancora dispersi), in seguito al naufragio del traghetto Sewol, hanno formulato l’accusa nei confronti del capitano Lee Joon-seok: omicidio colposo. Il comandante dovrà rispondere per aver lasciato la nave mentre stava affondando dopo aver comunicato ai passeggeri di non muoversi. La notizia è stata diffusa dai media coreani.

Joon-seok è stato tra i primi ad essere salvato dai soccorritori. Altri tre membri dell’equipaggio sono stati accusati della stessa imputazione: il primo e il secondo ufficiale e l’ingegnere capo. Tutti loro rischiano l’ergastolo. Altri 11 membri dell’equipaggio sono stati incriminati per negligenza. Il procuratore Ahn Sang-don ha dichiarato ai giornalisti, riferendosi ai quattro principali indagati: “Sono scappati prima dei passeggeri, provocando gravi perdite umane”.

Solo 172 persone sono sopravvissute alla tragedia, includendo 22 dei 29 membri dell’equipaggio (foto by InfoPhoto). La maggior parte delle vittime sono studenti liceali che si trovavano in gita scolastica.