Otto persone sono state arrestate nell’ambito di un’operazione in Liguria atta a smantellare una cellula della ndrangheta che da anni gestiva il traffico illecito dei rifiuti, lo spaccio di stupefacenti, un giro di usura e aveva messo in piedi un sistema di riciclaggio di denaro sporco tramite intestazioni fittizie di beni immobili e società.

Tra le persone coinvolte nel blitz della polizia, accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso, c’è anche Giuseppe Sanguineti, sindaco di Lavagna, in provincia di Genova, eletto con la lista Movimento per Lavagna di centrodestra.

Sanguineti, di 69 anni, ha già annunciato di poter chiarire il malinteso: al momento però si trova ai domiciliari, anche se in mattinata è stato portato in ospedale per un controllo all’anca a seguito di un’operazione chirurgica.

Manette anche per Massimo Talerico, della medesima lista, consigliere comunale al Patrimonio e Demanio e Gabriella Mondello, ex Pdl e oggi all’Udc. Quest’ultima era diventata famosa per aver partecipato a vinto alcune puntate del programma televisivo Rischiatutto.

La Mondello è stato sindaco di Lavagna per 24 anni a partire dal 1980. Secondo le accuse rivoltele alla donna sarebbero stati offerti gioielli e contanti per facilitare l’assunzione di una persona presso Arte, agenzia a partecipazione regionale.

Gli uomini della squadra mobile di Genova hanno provveduto a sequestrare armi e munizioni, conti bancari, società, immobili e beni mobili, il tutto per un valore di circa due milioni di euro: il patrimonio sarebbe stato di proprietà della famiglia dei Rodà-Casile di Conduri.

Teatro delle operazioni dello staccio illegale di rifiuti sarebbe stato il sito temporaneo di via Madonna della Neve, gestito dei capi della ndrina locale Paolo Nucera e Francesco Antonio Rodà.

Dopo essere scaduto, l’appalto per la raccolta dei rifiuti urbani solidi, mescolati anche con rifiuti speciali, sarebbe stato rinnovato in modo illegale esercitando pressioni su alcuni politici, cui venivano promessi voti di scambio. A essere interessata nell’operazione sarebbe stata anche la gestione dei chioschi sulla spiaggia del litorale, sui quali non venivano ordinati controlli né sanzioni.