Grande operazione della polizia contro le cosche della ‘ndrangheta a Reggio Calabria, dove un blitz ha portato all’esecuzione di 19 ordinanze di custodia cautelare.

Tra coloro che sono destinatari dei provvedimenti giudiziari figurano appartenenti alla famiglie Franco, Serraiano, Araniti, Rosmini e De Stefano: undici tra questi sono finiti in carcere, sei hanno ricevuto gli arresti domiciliari, mentre 2 hanno l’obbligo di dimora.

Le accuse rivolte sono quelle di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto di materiale esplosivo e rivelazione del segreto d’ufficio.

L’operazione, che è stata denominata Sistema Reggio, ha preso il via dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che hanno confermato l’influenza sistematica delle cosche della ‘ndrangheta anche sul settore del lavoro.

Erano infatti i criminali a determinare le assunzioni all’interno dei negozi da loro “protetti”, facendo trovare posti di lavoro a coloro che preferivano; inoltre erano sempre le famiglie che davano o meno il nulla osta per poter avviare un esercizio commerciale nelle zone che controllavano.

Il blitz, nel quale sono stati impiegati 250 agenti della polizia, ha portato anche a una serie di perquisizioni in bar e negozi della città tra cui una concessionaria, con sequestri di beni per più di 10 milioni di euro: gli esercizi venivano gestiti direttamente o meno dagli esponenti delle cosche, utilizzando spesso dei prestanome per sfuggire alle verifiche delle forze dell’ordine.