I carabinieri del comando provinciale di Cosenza sono impegnati da questa mattina in un’operazione contro una cosca della ‘ndrangheta della zona.

Tra ordinanze di custodia cautelare in carcere e arresti domiciliari sono in tutto 10 le persone fermate: tra queste quattro boss del clan Lanzino-Ruà e ben 5 esponenti piuttosto noti dell’ambiente politico.

Tra costoro c’è anche Sandro Principe, membro del Pd, in passato ex sindaco della città di Rende, nonché ex assessore e consigliere regionale. Le accuse rivolte al gruppo finito in manette sono quelle di concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio e corruzione.

Le indagini sono state svolte dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni e coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri: l’attività investigativa dei carabinieri ha portato alla luce quello che viene descritto come un “intreccio politico-mafioso”.

Nello specifico è stato rilevato come i boss della cosca Lanzino-Ruà abbiano scelto di appoggiare determinati candidati al Consiglio Comunale di Rende, al Consiglio Provinciale di Cosenza e al Consiglio Regionale della Calabria in cambio di favori quali l’assegnazione della gestione di locali pubblici, assunzioni presso società municipalizzate e la promessa di erogazioni di fondi pubblici.

Si sarebbe trattato dunque di veri e propri patti elettorali, un sistema collaudato da più di un decennio: addirittura in occasione della campagna elettorale del 2014 era stato un detenuto a dare il proprio assenso all’attività di supporto della cosca in ambito politico, in cambio di una ingente somma di denaro.