Sono cinque le persone tratte in stato di arresto dai carabinieri di Reggio Calabria su ordine del pm Giuseppe Lombardo, con l’accusa di associazione mafiosa (nello specifico alla Ndrangheta) e traffico di influenze.

Tra i fermati nell’operazione denominata “Mammasantissima” ci sono anche il senatore Antonio Caridi di Gal (Grandi Autonomie e Libertà) e l’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra. Per Caridi l’entrata in carcere sarà subordinata all’autorizzazione del Senato.

Quella scoperta dagli inquirenti sarebbe una struttura segreta, una cupola della Ndrangheta di altissimo livello, che era in grado di colloquiare con gli esponenti della politica, dell’economia e della finanza calabrese ma anche nazionale, arrivando a proiettare i propri interessi su questioni di interesse pubblico.

È stato riscontrato che in varie occasioni elettorali la cupola della Ndrangheta sarebbe riuscita a proporre propri candidati di fiducia che avrebbero poi potuto passare direttamente in Parlamento. A questo proposito le indagini hanno segnalato il nome di Paolo Romeo e Giorgio De Stefano, entrambi riconosciuti come le menti delle cupola, ma già in carcere nell’ambito di un’operazione contro la Ndrangheta a Reggio Calabria.

De Stefano in particolare è sospettato di aver introdotto un elemento massonico insieme a Romeo, che tramite varie connessioni di loggia in loggia si sarebbe spinto fino al Parlamento.

Il nome di Caridi, che avrebbe dovuto far parte della Commissione antimafia su nomina di Renato Schifani, nel 2011 invece finì tra gli incartamenti della Direzione distrettuale antimafia di Genova nell’ambito di un’inchiesta sulle infiltrazioni della Ndrangheta in territorio ligure.