Il 21 luglio di 45 anni fa, alle ore 2:56 UTC, l’astronauta statunitense Neil Armstrong fu il primo uomo a posare piede sul suolo lunare e a compiere i primi passi sulla superficie del satellite.

La missione era iniziata quattro giorni prima, quando il razzo Saturn 5 aveva condotto in orbita la navicella spaziale Columbia con a bordo tre astronauti: Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins (quest’ultimo l’unico a restare a bordo del Columbia e a non passeggiare sulla Luna).

Dopo aver compiuto delle manovre per facilitare l’allunaggio, Armstrong e Aldrin dovettero attendere alcune ore prima di poter scendere dalla navicella, lasciando con il fiato sospeso tutti gli spettatori che sulla Terra seguivano l’evento in diretta televisiva. E quando alle 4.57 ore italiane Armstrong scese dalle scalette e pronunciò la celebre frase: “Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità” la storia si era già compiuta.

Poco dopo scese anche Aldrin e i due astronauti raccolsero campioni e misurazioni e disposero alcune apparecchiature per esperimenti dalla Terra o che sarebbero servite per missioni future. Ci fu anche il tempo di piantare la bandiera americana e di lasciare una placca con su scritto: “Qui uomini del pianeta Terra per la prima volta scesero sul suolo lunare – 20 luglio 1969 – Siamo venuti in pace per tutta l’umanità“.

La versione ufficiale dello sbarco dell’uomo sulla luna è però stata messa in serio dubbio da quella che viene definita la teoria del complotto lunare: secondo tale tesi, Armstrong e compagni non sarebbero mai allunati e tutto quello che è stato mostrato in diretta tv non sarebbe altro che frutto di una messa in scena cinematografica.

photo credit: NASA’s Marshall Space Flight Center via photopin cc