A poco più di cinque mesi dalla sua scomparsa, il mondo celebra quest’oggi l’elezione di Nelson Mandela (foto by InfoPhoto) a presidente del Sudafrica e la fine definitiva del sistema dell’apartheid che aveva caratterizzato la vita politica e sociale della nazione fin dal secondo Dopoguerra. Mandela, arrestato all’inizio degli anni Sessanta per la sua azione politica all’interno dell’African National Congress e condannato all’ergastolo, fu liberato nel 1990, dopo 27 anni di prigionia durante i quali era diventato il simbolo internazionale della lotta contro la segregazione razziale. Insignito del Nobel per la Pace nel 1993, nella primavera successiva Mandela stravinse le elezioni e diventò il primo presidente di colore della storia del Sudafrica.

Oggi entriamo in una nuova era per il nostro paese e la nostra gente. Oggi celebriamo non la vittoria di un partito ma la vittoria di tutto il Sudafrica, il Sudafrica per il quale abbiamo lottato, in cui tutti gli uomini, siano africani, neri, asiatici, bianchi, guardino a se stessi come cittadini di un’unica nazione. Forse è stata la Storia stessa che ha voluto che proprio qui, sul Capo di Buona Speranza, si gettino le fondamenta della nostra nazione; perché è proprio qui, su queste spiagge, che tre secoli fa iniziò la fatale convergenza dei popoli di Africa, Europa e Asia. Fu lungo questa penisola che patrioti indonesiani, tra i quali molti principi e studiosi, furono condotti in catene. Fu lungo le distese sabbiose di questa penisola che furono combattute le prime battaglia delle epiche guerre di resistenza (…). La lotta per per la democrazia non è mai stata esclusiva di una sola razza, classe, religione o genere. Onorando quelli che hanno combattuto perché questo giorno arrivasse, noi onoriamo i figli prediletti di questa nazione. Possiamo contare tra di loro africani, neri, bianchi, indiani, musulmani, cristiani, indù, ebrei – tutti uniti nella visione comune di una vita migliore per il popolo di questa terra (…). Oggi poniamo sul tavolo questa visione di un nuovo ordine costituzionale per il Sudafrica, ma non come conquistatori che lo impongono ai conquistati, bensì come cittadini e compagni che vogliono medicare le ferite del passato e costruire un nuovo ordine basato su una comune giustizia. Questa è la sfida che oggi attende tutti i sudafricani, ed è questa la sfida che sono certo tutti noi accetteremo

Così Madiba, nel suo discorso alla nazione a Città del Capo, il giorno prima dell’insediamento ufficiale a Pretoria.

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