Aggiornamento: fonti della presidenza sudafricana affermano che durante la notte le condizioni di Mandela sono migliorate. Tuttavia la figlia maggiore Makaziwe ha annunciato alla radio che le condizioni di suo padre sono molto critiche e tutto potrebbe accadere da un momento all’altro.

Notizia: Ormai solo una macchina separa Nelson Mandela dal suo viaggio definitivo. I respiratori artificiali del reparto di terapia intensiva al Mediclinic Heart Hospital di Pretoria mantengono in vita l’ex presidente del Sudafrica; ormai è solo questione di ore. Fuori dall’ospedale i bambini di una scuola intonano un coro malinconico: “Madiba, Madiba”, dal nome del suo clan tribale, dove nacque 94 anni fa. E proprio gli attuali capi del clan si sono recati a Pretoria per rendere l’ultimo omaggio all’uomo che ha incarnato la lotta all’Apartheid, il regime di segregazione razziale che Mandela contribuì in modo determinante ad abbattere.

Nel suo villaggio, chiamato Qunu, dove si trova il cimitero di famiglia, già si sta preparando la tomba che accoglierà il vecchio leader quando nemmeno le macchine potranno fare più qualcosa per lui.

Ma ci sono anche dei lati sgradevoli che rovinano la solennità di questa transizione finale. Un altro villaggio reclama l’onore di accogliere le spoglie di Mandela: si tratta di Mvezo, dove il grande leader (foto by InfoPhoto) è nato, mentre a Qunu ha trascorso i suoi ultimi anni. Oltre ai villaggi è la famiglia stessa a litigare. La maggior parte dei parenti lo vorrebbe a Qunu. Ma il capo riconosciuto del clan, Mandla, lo reclama a Mvezo, al punto da aver creato addirittura una scissione familiare.

Non è precisamente il modo migliore per rendere omaggio ad un personaggio di questo calibro.