E’ arrivata la notizia che non volevamo mai dare. Nelson Mandela è morto. Aveva 95 anni. Nelson Mandela è stato il simbolo della lotta all’Apartheid, il regime di segregazione razziale del Sudafrica terminato all’inizio degli anni ’90. Nacque il 18 luglio 1918 a Mvezo, villaggio nel sud est della nazione. All’età di 22 anni fuggì verso Johannesburg per evitare di sposarsi in un matrimonio combinato dal capo della tribù. Nel 1942 s’iscrisse all’African National Congress, il partito di cui diversi decenni dopo diventerà il leader. Fin dai primi anni ’50 fu parte attiva nell’opposizione al regime razziale dei bianchi. Fu arrestato la prima volta nel 1956.

Nel 1961 Mandela (foto by InfoPhoto) passò alla lotta armata, contribuendo alla fondazione dell’ala paramilitare del partito, chiamata “Lancia della nazione”, abbreviata in MK. Partecipò ad azioni di sabotaggio contro l’esercito e organizzò formazioni addestrate nella guerriglia. Fu arrestato nuovamente nel 1962 per incitamento allo sciopero. Mentre si trovava in carcere, l’arresto di altri membri importanti dell’Anc condusse all’accusa di sabotaggio e tradimento anche nei suoi confronti. Restò in prigione fino al 1990, quando venne rilasciato dal presidente Frederik Willem de Klerk dietro le pressioni crescenti della comunità internazionale. Fu l’inizio dello smantellamento del regime.

Tornato in libertà, Nelson Mandela divenne nel 1991 presidente del suo partito. Nel 1994 partecipò alle elezioni presidenziali del Sudafrica contro de Klerk, vincendole. Salito in carica, nominò de Klerk vicepresidente. La sua presidenza fu moderata, all’insegna della pacificazione nazionale, per portare a termine la transizione nel Paese dal vecchio regime alla democrazia. Concluse il suo mandato nel 1999. Negli anni successivi proseguì nel suo impegno per i diritti civili. Si ritirò dalla vita pubblica nel 2004.

Nel 1993 Mandela venne insignito, insieme a de Klerk, del premio Nobel per la pace.