Il termine nemesi deriva dal greco “Némesis”, nome della dea della giustizia (da “nèmo” = “distribuire”). Nell’antica mitologia greca, Némesis era la dea che impartisce “a ciascuno il suo”; la dea della giustizia vendicatrice dei delitti impuniti, che agisce assegnando gioia o dolore in base a ciò che è giusto. E’ la personificazione della giustizia distributiva, garante dell’equilibrio dell’universo.

Nei secoli il termine assunse quindi diverse sfumature: Omero e Aristotele lo utilizzarono con il significato di “sdegno”, “indignazione”; per Erodoto, Claudio Eliano e Plutarco significa invece “vendetta”, “castigo”, concetti, questi, molto più vicini all’utilizzo corrente della parola nemesi.

Nell’accezione comune, il termine è infatti usato con significato generico di “vendetta” o “punizione”: la nemesi è l’espiazione fatale di una colpa; è la vendetta che ripara i torti mediante la punizione dei colpevoli e quindi può essere in qualche modo accostata al concetto di “giustizia divina“. Nella cultura anglosassone moderna, il termine ha tuttavia assunto anche il significato di “acerrimo nemico”.

Per “nemesi storica” si intendono invece quegli avvenimenti negativi che si ritiene debbano ineluttabilmente seguire periodi di particolare prosperità o fortuna. La campagna di Russia è quindi considerata la “nemesi storica” di Napoleone. L’idea che soggiace a questo concetto è quella di un mondo che risponde ad una legge di armonia, per cui il bene deve essere compensato dal male in egual misura. In senso storico, nemesi è anche ciò che vendica, anche a distanza di generazioni, le ingiustizie e le colpe di cui si sono macchiati gli antenati (uomini, popoli o nazioni), nel corso della storia.

Per nemesi si intende dunque un avvenimento considerato come un atto di giustizia compensativa; è l’ineluttabile vendetta riparatrice di un’ingiustizia, di una colpa; una punizione che ha carattere di ineluttabile fatalità, poiché legata ad una Giustizia Compensatrice o Riparatrice, possibilmente interpretata anche come Giustizia Divina.