La Questura di Trieste sta indagando su una ragazza di 16 anni nell’ambito del caso della neonata abbandonata a Trieste, nel giardino di un condominio, e poi morta all’ospedale Burlo Garofalo dove era stata ricoverata in condizioni gravissime.

La giovane, che ora si trova negli uffici del Tribunale dei Minori, vivrebbe nello stesso edificio in cui è stata ritrovata la bambina: tra le questioni più importanti che stanno affrontando le autorità vi è quella della presenza di eventuali complici.

Il procuratore capo Carlo Mastelloni che si sta occupando del caso ha affermato che “si sta lavorando su due binari, nel senso che bisogna vedere se ci sono complicità e istigazioni o responsabilità di maggiori. La notizia di reato ci deve ancora arrivare per conoscenza per quanto riguarda degli attenti accertamenti che ha fatto la Squadra Mobile di Trieste che si è dedicata alla vicenda”.

Sarà fondamentale ricostruire il motivo del gesto della ragazza, ha spiegato il pubblico ministero: “Bisogna capire perché la ragazzina ha fatto una cosa del genere e anche perché una famiglia tutto sommato abbastanza acculturata, non abbandonata a se stessa, abbia potuto fare da scenario ad un gesto così disperato di questa ragazzina. Ripeto, sono perplesso di come una cosa del genere sia potuta accadere di questi tempi in una famiglia triestina.”

Sul triste fatto di cronaca si era pronunciata anche l’Assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Maria Sandra Telesca: “Il fatto è sconcertante, anche per alcune delle modalità con cui si è risaputo, e appare sintomo comunque di gravissimo disagio. Al di là di ogni analisi, che spetta agli inquirenti e alle Autorità giudiziarie provo un grande tristezza”.