La Farnesina è riuscita a rintracciare in queste ore gli italiani la cui presenza era certa in Nepal ma che erano stati dati per dispersi. A darne annuncio è un comunicato stampa partito dal ministero degli Esteri, nel quale si rassicura il pubblico sul continuo monitoraggio degli eventi da parte di un team composto dall’Unita di Crisi, dai membri dell’ambasciata di Nuova Delhi e del Consolato di Calcutta.

Il 25 aprile il Paese è stato colpito da un impressionante terremoto che potrebbe aver provocato fino a 10mila vittime, secondo stime potenziali che devono tenere conto dei luoghi di difficile accessibilità non ancora raggiunti dai soccorsi.

Al momento le autorità italiane sono riuscite a portare a casa le salme dei due scalatori Oscar Piazza e Gigliola Mancinelli, mentre sono ancora in corso le ricerche dei corpi Renzo Benedetti e Marco Pojer, probabilmente seppelliti da una valanga che ha colpito la Rolwaling Valley.

Molte squadre di ricerca e soccorso straniere stanno lasciando il Paese, anche se non è chiara la posizione del governo nepalese a riguardo. Chiaramente il loro ruolo sul campo sta diventando progressivamente meno utile, dato che la possibilità di trovare nuovi sopravvissuti viene scemando: il Nepal si sta ormai concentrando maggiormente nelle operazioni di aiuto e assistenza a tutti i cittadini colpiti dal sisma.

Il ministro dell’Informazione Minendra Rijal ha affermato che dovrà essere sviluppato in due o tre settimane un pacchetto per la ricostruzione del Paese, per coprire il quale ci sarà bisogno di aiuto dalla comunità internazionale, anche per quanto riguarda i fondi.

Migliora la situazione dell’aeroporto di Kathmandu, che aveva accumulato ritardi su ritardi per fare in modo che la pista gravemente danneggiata da alcune crepe profonde fosse in grado di sopportare l’atterraggio degli aerei cargo recanti gli aiuti umanitari.

La DEC, la commissione britannica che si occupa delle emergenze ha posto all’attenzione di tutti il rischio di epidemie di colora e dissenteria provocato dalla mancanza di rifugi, dall’assunzione di acqua contaminata e dalla scarsa igiene provocata dalle conseguenze del sisma. L’organizzazione ha quindi lanciato una raccolta fondi, che si propone di fornire aiuto alla popolazione prima che inizi la stagione delle piogge a giugno, fattore che potrebbe chiaramente avere effetti devastanti.