Il bilancio del terribile terremoto che ha scosso il Nepal potrebbe arrivare a 10mila vittime. Ad annunciarlo è lo stesso primo ministro Sushil Koirala, il quale ha lanciato un appello agli enti internazionali affinché concedano tutti gli aiuti del caso.

Il sisma di magnitudo 7.8, secondo le stime dell’ONU, avrebbe interessato circa 8 milioni di persone e tra queste quasi un milione e mezzo dovrebbe far fronte alla scarsità di mezzi di sostentamento.

Attualmente i morti provocati dalla catastrofe naturali sono stati quasi 4500, più altri 8000 feriti: tuttavia si tratta di stime ancora provvisorie destinate probabilmente a crescere. Si attendono infatti anche i primi risultati dei soccorsi nelle zone più remote del Nepal, quelle più prossime alle cime dell’Hymalaya e quindi di difficile percorribilità.

La Farnesina, nelle parole del responsabile Claudio Taffuri, nel frattempo ha reso noto che tra la notte di ieri e oggi sono già stati rintracciati 18 connazionali, portando quindi a 22 il numero dei dispersi provenienti dal nostro Paese.

La situazione del Paese rimane comunque problematica a causa delle scosse di minore entità che continuano a registrarsi: nelle ultime ore sono state quattro, tra i 4,8 e i 3,9 gradi Richter. Sono momenti di forte angoscia per tutti coloro che hanno perso la propria casa, e che hanno bisogno di tende e medicinali.

Nonostante il premier abbia detto che il governo ha fatto tutto il possibile per i propri cittadini, Koirala ha dovuto ammettere che le operazioni di soccorso nella giornata di sabato non hanno avuto l’efficacia auspicata. Durante una riunione in Parlamento il premier ha detto che il governo “non è stato in grado di inviare aiuti nelle aree colpite a causa di problemi logistici e di capacità di coordinamento”, cosa che ha rallentato anche la distribuzione di generi di prima necessità, che non è riuscita a raggiungere Kathmandu e e i campi d’accoglienza nei modi e nelle tempistiche più adatti all’emergenza.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha fatto sapere che al Nepal servono immediatamente cinque milioni di dollari per le urgenze di queste prime ore, per far fronte alla situazione sanitaria, sopratutto nella forma di “ulteriori team medici stranieri che possano essere autosufficienti nelle loro operazioni”.