Continua a salire il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Nepal il 25 aprile scorso, devastando interi villaggi e stravolgendo la fisionomia della capitale Kathmandu. Le ultime cifre diffuse dalle autorità locali parlano di 6.198 morti. Impressionante anche il numero dei feriti, aggiornato nelle ultime ore a quota 13.827.

Per le migliaia di superstiti rimasti senza casa la situazione è drammatica. Alloggiati in tendopoli di fortuna, i nepalesi colpiti dal sisma fronteggiano la fame, la mancanza di vestiti, servizi igienici, acqua e altri beni di prima necessità. Le operazioni di cremazione dei defunti sono a rischio perché manca persino la legna per le pire. L’aria nella capitale è irrespirabile. La tensione cresce: diversi gruppi di cittadini minacciano di insorgere contro le autorità locali, accusate di ritardi nei soccorsi e di non riuscire a gestire l’emergenza in modo adeguato.

Il governo ha scelto una linea morbida per sedare gli animi ma nelle prossime ore potrebbe non bastare a contenere la sommossa popolare. L’aeroporto della capitale è stato preso d’assalto da centinaia di persone che vogliono abbandonare il Paese. Fulvia Clerici, cooperante di Ai.Bi. a Kathmandu, racconta all’Ansa l’emergenza:

Si è fermato tutto. La gente si riversa per strada disperata. Non c’è elettricità, acqua, posti sicuri dove dormire. Si dorme per strada, nelle tende o in luoghi aperti. Le comunicazioni sono inesistenti e abbiamo grosse difficoltà a metterci in contatto anche al telefono. Non c’è linea: è un disastro.

Intanto si continua a scavare sotto le macerie. Secondo le ultime cifre, le case completamente distrutte dal sisma sono ben 148.329. Dai primi rilievi è emerso che altre 136.582 abitazioni hanno subito danni gravi e non sono più agibili.

Sotto le abitazioni crollate ci sono tanti cadaveri ma anche qualche sopravvissuto, riuscito per miracolo a resistere senza acqua e senza cibo per diversi giorni sotto le macerie. Dopo il salvataggio del neonato di 4 mesi, di due donne e del quindicenne sopravvissuto 5 giorni sotto le macerie di un palazzo di sette piani, nelle scorse ore i soccorritori hanno trattato in salvo un’altra persona, illesa per miracolo.

A riferirlo è il quotidiano Kantipur. Si tratta di Krishna Devi Khadka, una donna di 24 anni, sepolta dalle macerie di Janasewa, una guest house di Gonggabu, uno dei villaggi devastati dal terremoto, non lontano dalla capitale. La giovane donna è stata salvata dopo 128 ore trascorse sotto le macerie da un team di soccorritori nepalesi e israeliani. Le ricerche dei 3 italiani dispersi in Nepal finora non hanno invece dato frutti.