La stagione Primavera-Estate 2014 di Y-3 è caratterizzata da una significativa svolta grafica, frutto del lavoro del nuovo Art Director Peter Saville, le cui creazioni iper colorate sono fulcro di “Meaningless Excitement”, collezione ispirata al mondo digitale.

Il nome è allo stesso tempo critica e celebrazione della cultura di internet, con i suoi pro e contro, e della sua instancabile ricerca verso la “next big thing”. Sulla passerella questi concetti si concretizzano in stampe dai colori acidi e brillanti e slogan distorti che si sviluppano su abiti raffinati sia per l’uomo che per la donna. Presentata a Midtown, Manhattan, domenica 8 settembre 2013 in occasione della New York Fashion Week, la collezione accosta austerità ed eleganza giapponese a icone dell’abbigliamento “americano” come la felpa, il pantalone cargo e la tuta.

I modelli hanno solcato la passerella accompagnati da una performance live di percussionisti mentre in prima fila li ammiravano Justin Bieber, Joe Manganiello, gli atleti adidas John Wall, Iman Shumpert e Helen Schettini, Jeremy Scott, Soo Joo Park, André Balazs, i Misshapes e Ioecho’s Ioanna Gika.

La collezione Y-3 è una celebrazione della brillante irriverenza di Peter Saville, famoso per aver creato gli art work dei dischi di band leggendarie come Joy Division, New Order e Suede. Saville ha cercato ispirazione nella vastità di internet da cui ha attinto immagini e parole su forum online, social media e blog, rielaborando poi la sua ricerca per dare vita ad un inedito insieme privo di autore. Queste le stampe che Y-3 ha usato sui capi tipici della tradizione americana sempre rivisitati in chiave sartoriale giapponese.

La collezione estremizza lo sportswear americano allungandone le forme e sovvertendone il codice stilistico. Nell’uomo ne sono chiaro esempio la giacca da baseball-kimono, le voluminose polo in stile navy, le giacche in felpa oversize e i blazer in jersey, mentre nella donna i trench slanciati, le giacche da moto tagliate e gli abiti fluttuanti. I colori ricorrenti sono quelli tipici della tradizione “varsity”, bordeaux e lavanda, coperti da grafiche sorprendenti e quasi psichedeliche di bento box, orsacchiotti, gattini e parti di automobili.

La ricerca di Saville nel mondo digitale l’ha condotto alla creazione di una nuova forma di snake print, ricavata raddoppiando e distorcendo fotografie di gocce d’acqua su finestre di vetro poste su canvas colorati e realistici.

Un altro aspetto fondamentale della nuova collezione, una delle più sorprendenti di Y-3, è stato l’uso pioneristico di un tessuto rivoluzionario: una maglia retro-rifrangente grazie alla quale un indumento sportswear, tradizionale all’apparenza, di fatto emette luce. Questi capi rivelano messaggi nascosti e visibili solo in determinate condizioni di luce, come ad esempio quella dei flash. Tale materiale funge da inaspettata e divertente base per le grafiche ribelli di Saville.

La sfilata si è chiusa con un trio di spettacolari abiti-couture in tipico stile Yamamoto, serviti come splendido dessert e omaggio alle infinite rappresentazioni della bellezza.

Le calzature, risultato di un mix di forme e simboli del ready to wear, uniscono futurismo a artigianalità. Le zeppe platform della gamma femminile ne sono l’esempio più lampante, create in un in modo artigianale o alternativamente primitivo; ricordano il taglio della pietra ricoperta da sfumature glitter simili alla vernice di una macchina vintage.

“Troviamo ispirazione nel mondo in continua evoluzione” ha detto Yohji Yamamoto nel backstage “Il mondo non è mai lo stesso, motivo per cui non perdiamo mai la voglia di catturare le novità”.

Peter Saville ha così commentato: “Negli anni ?70 abbiamo realizzato che potevamo esprimerci con la moda. E questo trend è durato per 30 anni. A differenza di noi, i giovani d?oggi non vivono per la moda, ma la moda vive per loro. C?è una certa ironia nella cultura della personalità che caratterizza il mondo contemporaneo, io penso che sia un po? triste. E? sempre estremamente positivo quando ti prendi un po? in giro.”

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