Semaforo rosso per il quartiere a luci rosse. La proposta shock del presidente del IX Municipio di Roma Andrea Santoro (appoggiata dal sindaco Ignazio Marino) riguardante la creazione una red-zone legale all’Eur, ha raccolto più polemiche che consensi dal mondo politico e da quello cattolico.

Come noto, il prefetto Giuseppe Pecoraro ha bocciato con fermezza il progetto e Forza Italia è intenzionata a presentare addirittura un esposto alla Procura della Capitale. “La legge Merlin è ancora in vigore” sottolinea Pecoraro “e nel momento in cui si indica un determinato quartiere legale per la prostituzione si configura il reato di favoreggiamento”.

L’idea di dividere la città in zone tollerate e non tollerate ha scatenato anche l’indignazione dell’Osservatore Romano ma Santoro continua a difendere a spada tratta quello che considera “l’ultimo degli aspetti”, in un piano molto più dettagliato. In queste burrascose ore è arrivato infatti il “si” della giunta capitolina per rimettere in moto il vecchio progetto “Roxanne”, dismesso da Alemanno, che puntava a combattere il racket della prostituzione e aiutare le vittime di tratta sessuale, in sinergia con forze dell’ordine e Municipi.

Il destino della zona a luci rosse romana sembrerebbe segnato ma l’assessore alle politiche sociali Francesca Danese intende comunque tutelare le lucciole e fa sapere che “Roxanne sarà ugualmente rifinanziato e applicato in tutta Roma, non soltanto all’Eur”.