Dodici persone sono morte, e altre tre rimaste ferite, in una esplosione avvenuta lungo un oleodotto dell’ Eni in Nigeria. L’incidente è avvenuto durante i lavori di riparazione della linea onshore Tebidaba-Clough Creek (nello stato nigeriano di Bayelsa, nei pressi del delta del fiume Niger), in precedenza danneggiata da atti di sabotaggio che ne avevano parzialmente limitato l’ utilizzo. “L’ esplosione ha coinvolto l’ intera squadra di manutenzione di una società di servizio locale, causando il decesso di 12 persone e ferendone altre 3”, spiega in una nota il gruppo petrolifero. L’ incidente si sarebbe verificato nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 9 luglio, ma al momento non sono ancora state chiarite le cause che hanno provocato la terribile esplosione.

Non sarebbe però la prima volta che l’ impianto in Nigeria subisce danneggiamenti volontari, come accadde nell’ aprile 2012, e ancora prima nel marzo 2011, quando il Movimento per l’ Emancipazione del Delta del Niger (Mend) rivendicò gli assalti avvenuti nella medesima zona e preannunciando nuovi attacchi in nome dei danni ambientali prodotti dall’ industria del greggio in Nigeria. Sull’ accaduto stanno ora indagando le autorità locali.

L’ azienda italiana per l’ estrazione e la lavorazione di idrocarburi ha fornito pochi altri dettagli sull’ incidente. Secondo quanto comunicato da Eni, nessun italiano sarebbe però rimasto coinvolto nell’ accaduto.

Ulteriori informazioni saranno rese note non appena disponibili”, conclude il comunicato ufficiale diffuso oggi dall’ Eni, nel frattempo la società esprime “le più sentite condoglianze alle famiglie coinvolte in questo tragico incidente”.