Nuovo attacco di Boko Haram in Nigeria. Il gruppo che rivendica il rapimento delle 200 ragazze di Chibok ha ucciso 32 persone e ne ha rapite oltre un centinaio, tra cui donne e bambini

L’assalto è avvenuto a Gumsuri, nello Stato nordorientale del Borno: le autorità locali stanno ancora cercando di capire il numero esatto di persone prese in ostaggio dai militanti, ma le stime sono davvero ingenti, 185, forse 192 persone, tra cui numerose donne e bambini.

La milizia anti-islamica che difendeva l’insediamento è stata sopraffatta dal gruppo estremista: nell’assalto sono rimasti uccisi anche il capo del villaggio e il leader del gruppo giovanile di vigilanza civile noto come Joint Task Force. Durante il raid, riferiscono i testimoni, gli islamisti avrebbero portato gli ostaggi, a bordo di camion, nella foresta di Sambisa, uno dei loro feudi. “Hanno radunato la gente, sparato su 30 persone e portato via oltre 100 donne e bambini su due camion scoperti“, ha riferito un abitante del posto, aggiungendo che sono stati bruciati un centro medico, case e negozi.

La strage sarebbe avvenuta domenica, ma la notizia si è diffusa solo oggi, a quattro giorni di distanza dall’attacco, a causa della quasi totale assenza di rete mobile nella zona e dei collegamenti resi difficili dal dissesto della rete stradale locale. Anche se non c’è ancora stata rivendicazione, l’attacco ha tutte le caratteristiche di quelli di Boko Haram, che da cinque anni costituiscono la più grave minaccia alla sicurezza e all’economia del Paese.

Gli sfollati sono ora diretti verso la città di Maiduguri, che teme l’arrivo di infiltrati del gruppo terroristico, che potrebbero colpire dall’interno la città. I campi di accoglienza sono inoltre ormai pieni e non possono più ospitare nessuno. La situazione in Nigeria appare sempre più tragica.

photo credit: EU Humanitarian Aid and Civil Protection via photopin cc