Qualche giorno fa un nigeriano ha molestato un’operatrice di un centro di accoglienza nel Napoletano. Un atto gravissimo che ha spinto il leader della Lega Nord Matteo Salvini ad intervenire duramente invocando la castrazione chimica per il nigeriano. Immediata la replica del vicedirettore del Santuario di Pompei (Napoli), don Ivan Licinio, che ha tuonato: “Matteo Salvini, castrati il cervello”. “Se questo è un prete.. La castrazione chimica è prevista e praticata in Paesi non meno civili del nostro. Dagli Usa alla Svezia, dalla Finlandia alla Germania fino alla Danimarca” è la replica del segretario del Carroccio.

Salvini aveva invocato la castrazione chimica

“Il mio è un sillogismo. Se una persona va punita per aver usato una parte del suo corpo per fare violenza, anche chi adopera il cervello in modo violento dovrebbe subire lo stesso trattamento” ha spiegato il sacerdote all’Ansa. L’obiettivo di don Ivan Licinio, però, era quello di far capire a tutti che bisogna avere maggiore rispetto, a prescindere dal fatto che si tratti di un italiano o di un immigrato. “La violenza non appartiene solo agli extracomunitari e non è giusto invocare pene così cruente nei confronti di un immigrato solo perché è tale” ha spiegato.

La replica di Salvini: “Se questo è un prete..”

“Chi ha incarichi istituzionali ha anche grandi responsabilità nei confronti dell’opinione pubblica, non deve abbandonarsi a frasi che istigano alla rabbia. Siamo già in un momento storico delicato, con un clima di odio nei confronti degli immigrati che non è giusto infiammare. Non deve, però, mettere altra carne sul fuoco. Non tutti i migranti sono stupratori. E’ questione di intelligenza e noi non possiamo tacere contro un certo tipo di propaganda politica. Anzi, dobbiamo avere paura del silenzio degli onesti” ha dichiarato il vicedirettore del santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei.