Circa 400mila persone, almeno stando alle cifre fornite dalla polizia locale, hanno sfilato silenziosamente per le vie di Buenos Aires: motivo della manifestazione è stata la richiesta di giustizia per la morte di Alberto Nisman, il procuratore trovato morto il 18 gennaio 2015.

Nisman è stato rinvenuto senza vita nel proprio appartamento proprio nelle ore precedenti alla presentazione a una commissione parlamentare degli sviluppi di un’indagine riguardanti la Presidente Cristina Elisabet Fernández de Kirchner e alcuni membri del governo.

Il gruppo è al centro di un’inchiesta riguardante un attentato contro il centro ebraico Amia di Buenos Aires, nel 1994, che fece 85 vittime: secondo alcuni il massacro di matrice iraniana sarebbe stato scoperto dalla Kirchner e dal ministro degli esteri Hector Timerman per garantire al Paese accordi commerciali vantaggiosi.

La “marcha del silencio”, così è stata chiamata la manifestazione, chiede dunque che venga fatta luce sulle circostanze della morte di Nisman, e tra le altre cose viene richiesto che i servizi segreti, “la SIDE” non siano toccati dalla Presidenza.

A pochi giorni dalla morte di Nisman la Kirchner, accusata ufficialmente di aver ostacolato la giustizia, aveva pubblicato una lettera aperta in cui ipotizzava che fossero stati proprio delle cellule deviate dei servizi segreti a fornire informazioni errate al procuratore allo scopo di minare la credibilità del governo. I servizi segreti sono dunque nelle mire della Presidente, che vorrebbe rivederne completamente funzionamento, obiettivi e competenze.

La Kirchner ha anche ribadito di esser convinta che quello di Nisman non sia stato un suicidio, per quanto le indagini ancora in corso sembrano propendere per questa spiegazione.

La manifestazione spontanea, chiamata anche “marcia degli ombrelli” a causa del cattivo tempo che l’ha colpita, è stata definita “golpista” dal governo, che tra l’altro nelle proprie valutazione ha di molto diminuito il numero di partecipanti, facendolo precipitare a 50mila.

Apparsa in televisione poche ore prima della marcia, la Kirchner ha chiesto alla popolazione di aprire gli occhi, sostenendo che Nisman fosse stato vittima di un complotto teso alla partecipazione dell’Argentina al conflitto mediorientale.