A distanza di quattro giorni dalla terribile strage di Nizza, avvenuta nella serata del 14 luglio, sono ancora numerosi i misteri e i punti interrogativi legati a questo drammatico attentato. Man mano che procedono le indagini, appare sempre più probabile agli inquirenti che Mohamed Lahouaiej Bouhlel abbia agito con l’aiuto di qualche complice.

Da una fonte dell’intelligence francese si fa infatti sapere che “più l’inchiesta va avanti, più è ragionevole ipotizzare che Mohamed Lahouaiej Bouhlel non sia il solo protagonista di questa vicenda. Che fosse parte di un piano in cui qualcosa non è andata per il verso giusto. O comunque non come era stato fatto credere a Mohamed che dovesse andare. Sicuramente, il comportamento di Mohamed prima e durante la strage non è stato quello di un martire. Sicuramente nella corsa di quel tir sulla Promenade des Anglais c’è qualcosa che non torna. Una cosa è certa: le persone con cui è stato in contatto possono avvicinarci alla verità”.

Al momento risulta che siano già state fermate dalle autorità francesi sette persone, sei uomini più una donna, ma il loro livello di coinvolgimento nel massacro di Nizza è ancora da verificare. Tra i fermati ci sarebbe anche una coppia di albanesi, ritenuti responsabili di aver fornito a Mohamed Lahouaiej Bouhlel la calibro 7.65 utilizzata per la strage. È stata invece rilasciata l’ex moglie dell’attentatore di Nizza.

Difficile comunque riuscire a comprendere il gesto di Mohamed Lahouaiej Bouhlel anche per i suoi stessi famigliari. Il fratello Jabeur da Tunisi ha dichiarato: “Sentivo spesso Mohamed al telefono. L’ultima volta è stata il pomeriggio di giovedì 14 luglio. Mi disse che era a Nizza per celebrare con i suoi amici europei la festa nazionale francese. Sembrava molto felice, contento. Non faceva che ridere. Mi mandò anche delle foto dal suo cellulare in cui si vedeva lui nella folla. Negli ultimi tempi non faceva che chiedermi dei nostri genitori. Mi aveva detto che sarebbe tornato presto a vivere a Msaken. E aveva anche cominciato a spedire telefoni cellulari e del denaro. Piccole somme. Trecento, quattrocento euro alla volta”.

Cifre parecchio inferiori rispetto a quelle ipotizzate da alcuni quotidiani britannici, che parlavano di 100 mila euro. Una nuova testimonianza dunque che non fa che aumentare i dubbi e le domande intorno alla tragedia di Nizza.