Un 14 luglio -che ricordiamo essere il giorno dell’anniversario della Presa della Bastiglia- che difficilmente in Francia, e nel resto d’Europa, verrà dimenticato. Dopo gli attacchi di Charlie Hebdo e del Bataclan, ecco il terzo attacco, questa volta diverso per dinamica e, probabilmente, anche per motivazioni, se cosi possiamo dire. La Francia, in questo caso Nizza, è stata ancora una volta sotto attacco.

La paura, il timore, la confusione, in quei pochi minuti, che sembrano interminabili, sulla folla si scatena un mix di incredulità, sorpresa, ansia e pressione che paralizza, di fatto, tutti coloro che sono immersi in una tragedia del genere.

Sulla spiaggia di Nizza, una giovane donna incinta, di nove mesi, che si stava nascondendo dall’attentatore con il marito e i figli, ha partorito sulla spiaggia, la pressione e la paura, lo shock, hanno causato delle contrazioni forti che in poco tempo hanno dato alla luce il nuovo figlio della coppia che si stava nascondendo sulla battigia.

La famiglia della donna che ha partorito si era nascosta, insieme ad altre persone, circa mille, all’interno del ristorante Ruhl Plage, affacciato sul mare al numero 1 della Promenade des Anglaise, la paura, al confusione, come detto, e la situazione di disagio e di difficoltà hanno aumentato il battito cardiaco e di conseguenza hanno dato il via alle contrazioni. All’interno del ristorante, per fortuna, c’era, tra i rifugiati, un medico che ha aiutato la donna a partorire durante l’attacco.

Nel marasma, nella tragedia generale, la lieta notizia che una nuova vita è giunta tra noi. Un segnale chiaro, nonostante tutto, l’uomo va avanti, deve andare avanti e non può, non deve, cambiare le proprie abitudini, dobbiamo andare necessariamente avanti, senza mai dimenticare.