Era un semplice autista di Nizza Est che in pochi mesi si è trasformato nell’assassino della Promenade. Quello che è riuscito ad eludere i controlli, ad entrare in una zona pedonale, a seminare il panico e ad uccidere oltre 80 persone di cui moltissimi bambini. Un tir bianco che, a tutta velocità e a fari spenti, ha messo in ginocchio la Francia. Il killer si chiama Mohamed Lahouaiej Bouhlel ed è rimasto ucciso la notte stessa del 14 luglio quando, inseguito dai poliziotti, ha iniziato a sparare all’impazzata.

Nizza, attacco premeditato

Un attacco premeditato secondo la Procura; un attentato poi rivendicato dall’Isis. Eppure si tratterebbe di un uomo con diversi vizi: dagli amanti all’alcol. Non un fedele modello, non un integralista. Forse soltanto un uomo che covava odio. Un attacco premeditato perché il camion non era di sua proprietà: 19 tonnellate affittate lo scorso 4 luglio in un’agenzia di noleggio a Saint Laurent du Var. Poi Mohamed è riuscito a procurarsi una pistola da alcuni tunisini che l’avrebbero, a loro volta, acquistata da slavi. Due persone, infatti, sarebbero in stato di fermo poiché accusate di aver fornito l’arma al killer.

Due settimane fa, l’uomo avrebbe smesso di bere: tra i suoi vizi, infatti, ci sarebbe stato anche l’alcol. Il killer avrebbe regalato l’8 luglio una bottiglia di vino ad una vicina di casa perché aveva superato le prove di un concorso. Avrebbe smesso di radersi nonostante l’immagine di “uomo molto curato, ben rasato, pettinato, vestito bene e narcisista”, così come descritto al Corriere.it da alcuni conoscenti. Il killer che avrebbe rimorchiato sia uomini (tra cui un uomo di 73 anni) che donne e che alcuni giorni fa aveva visto la sua ex moglie. L’uomo, poi, avrebbe venduto, prima della strage, la sua auto, una Toyota grigio scuro, forse per pagare la retta scolastica ai suoi tre figli. Ancora da verificare la notizia secondo la quale avrebbe effettuato un maxi bonifico da 100 mila euro.

Il sopralluogo a Nizza

Non era la prima volta che il killer andava sulla Promenade. C’era già stato per due sopralluoghi, il 12 e il 13 luglio, come mostrano le telecamere di videosorveglianza. Aveva controllato tutto, per filo e per segno. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo – alle 21.34 – avrebbe recuperato il camion che aveva lasciato nel quartiere Auriol, poi sarebbe passato nel quartiere Magnan e, infine, alle 22.45 è entrato sulla Promenade dove, subito dopo, ha commesso la strage. Secondo la Cnn, nell’ultimo periodo, il killer sarebbe diventato un simpatizzante del Califfato al punto che il suo numero sarebbe stato rinvenuto in diverse indagini legate ad episodi di terrorismo.

Ci sono anche gli sms spediti dal killer: alle 22.27 del 14 luglio scrive: “Porta più armi”. E ancora: “Ho il materiale”. Uno dei destinatari di quei messaggi sarebbe stato fermato così da far luce sull’accaduto. Non si esclude, dunque, che l’uomo possa essere stato reclutato sul web e indotto dall’Isis a commettere questa terribile strage: in rete, infatti, aveva cercato notizie su “video violenti”, “decapitazioni”, “cadaveri dello Stato islamico”, “canti dell’Isis”, “orribile incidente mortale” e tanto altro ancora. Sul pc, infine, sarebbero state trovate foto di Osama Bin Laden.