Mario Casati è stata la prima vittima italiana ufficializzata dalla Farnesina dopo il riconoscimento eseguito dalle autorità francesi. Casati si trovava sulla Promenade quando un tir bianco, a tutta velocità e a fari spenti, eludendo i controlli della zona pedonale, è piombato sulla folla schiacciando i passanti, sparando all’impazzata e seminando il panico. Si trovavano tutti lì per assistere ai fuochi d’artificio, alla parata del 14 luglio. Doveva essere una serata tranquilla e, invece, si è trasformata in un incubo senza precedenti. Oltre 80 i morti e più di 200 i feriti causati da un uomo, simpatizzante dell’Isis che aveva pianificato, per filo e per segno, l’omicidio di Nizza, in Francia.

Mario era un brianzolo vecchio stampo, che amava lavorare e viaggiare, così lo descrive l’inviato del Corriere.it a Nizza. Amava la vita, voleva essere seppellito accanto alla sua Rina, la moglie scomparsa negli anni Ottanta e che è stata seppellita nel cimitero di Baggio. Qualche settimana fa, Mario, aveva detto di sì ad un’amica, a Graziella, “una cara amica anziché la compagna” precisano i familiari, che voleva andare sulla Promenade: con loro anche la coppia Angelo D’Agostino-Gianna Muset. Tutti e quattro sono deceduti a causa di questo terribile attentato terroristico. La prima a lanciare l’allarme – su Twitter – è stata la nuora di D’Agostino che non aveva più notizie di lui dal giorno prima. E così sono rimasti schiacciati da quel tir dell’orrore. Non ce l’hanno fatta a fuggire, a mettersi in salvo.

Ecco chi era Mario Casati

Un uomo che amava i film, così da occuparsi della gestione di alcuni cinema in Italia. Mario Casati aveva un punto debole: la moglie Rina. Un rapporto d’amore dalla quale nacquero Dania e Ilda. Casati, poi, era tornato a fare l’artigiano, aprendo una bottega. Cambiò la sua vita ma era felice accanto alla moglie Rina. Poi, però, è arrivata la morte della moglie negli anni Ottanta.

Di recente Mario trascorreva le sue giornate con Graziella Ascoli, una sua cara amica che aveva però qualche problema a camminare e che lui, uomo d’altri tempi, non avrebbe mai lasciato da sola soprattutto in un momento così drammatico, quello del 14 luglio quando sulla Promenade un camion bianco ha seminato il panico causando la morte di 80 persone.