Negli occhi di tutti, la notte dell’attacco di Nizza, è vivo il ricordo del motociclista che ha affiancato il camion bianco guidato da Mohammed Bouhlel prima che questo iniziasse a piombare contro le migliaia di persone che si trovavano sulla promenade des Anglais. Pur avendo visto quelle immagini decine di volte, nessuno sapeva che fine avesse fatto quel motociclista e soprattutto se fosse ancora vivo.

Ad ritrovare quell’impavido motociclista che ha provato a sventare l’attacco di Nizza è stato Nice Matin, che lo ha intervistato e si è fatto raccontare tutta la sua storia. Frank, questo il nome del motociclista, è un dipendente dell’aeroporto di Nizza e in realtà era in moto con la moglie. Frank ha raccontato al giornalista di essersi sentito pronto a morire pur di evitare che l’attentatore portasse a compimento il suo attacco suicida ma purtroppo, come sappiamo, non vi è riuscito.

La foga di Frank era stata dettata anche dal fatto che nella folla presente ci sarebbe stato anche suo figlio, che si sarebbe trovato in Place Massena, dove il camion sembrava dirigersi. E per Frank, che per fortuna è riuscito a sopravvivere al gesto compiuto, quella notte è ancora un trauma molto forte nella sua testa. Le immagini dei corpi sparsi ovunque non devono esser state facili da dimenticare per nessuno dei presenti e probabilmente mai lo saranno. Frank ha anche raccontato di essere riusciti ad aggrapparsi alla cabina del camion e di essere riuscito anche a colpire l’attentatore, purtroppo però senza riuscire a fermarlo.

L’attentatore, da parte sua, avrebbe tentato di sparargli ma l’arma si sarebbe inceppata e l’unico modo per far cadere Frank sarebbe stato quello di colpirlo col calcio dell’arma. Solo in questo modo l’uomo sarebbe caduto a terra e non avrebbe potuto fare nient’altro. Alla fine, Frank ha rimediato una costola rotta, un grosso ematoma e dolori alla mano. Oltre allo stress psicologico di aver vissuto un dramma inimmaginabile.