I sabato e le domeniche passate a casa con la testa chinata sui libri sono un delitto. A pensarla così sono molti genitori, soprattutto quelli dei più piccoli che trascorrono tutta la settimana lontani dai propri figli per via del lavoro e che hanno solo i weekend per godersi qualche momento più ludico e spensierato con loro.

Eppure quella dei compiti assegnati per il lunedì, nonostante ci sia anche una vecchia circolare risalente al 1969 a vietarli, sono una abitudine ormai consolidata in tutte le scuole dell’obbligo dove le maestre sembrano quasi divertirsi a caricare di compiti i propri alunni (leggi qui i pro e i contro dei compiti a casa).

La circolare diceva, infatti: “Sarà cura dei Capi d’istituto richiamare l’attenzione degli insegnanti su queste considerazioni e sulla opportunità che i docenti procedano preventivamente, anche con riunioni del Consiglio di classe, ad opportune intese e stabiliscano adeguate misure volte ad evitare che gli impegni di studio a casa siano inegualmente distribuiti e concentrati pesantemente in alcuni giorni della settimana”.

Distribuiti in alcuni giorni della settimana, non in tutti, dando la possibilità ai ragazzi di dedicarsi non solo ad attività famigliari, ma anche sportive e ludiche. Considerando quest’ultime ugualmente importanti a quelle didattiche.

Il Miur ha subito messo a tacere qualsiasi polemica spegnendo le speranze di milioni di studenti e dei loro genitori, precisando che la circolare è  obsoleta e superata dalle leggi successive. La discussione, ad ogni modo, rimane viva e lo scontro tra gli insegnanti più rigidi e quelli più permissivi riguardo ai compiti del fine settimana non avrà probabilmente mai fine.

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