Mancano pochissime ore all’apertura inaugurale di Expo 2015, la grande esposizione universale sull’alimentazione che dal 1 maggio al 31 ottobre di quest’anno animerà la città di Milano. E mentre in piazza Duomo fervono i preparativi per il concerto di Andrea Bocelli e Lang Lang di stasera (diretta tv anche su Rai 1, a partire dalle 21), alcune strade del capoluogo lombardo sono state scosse dalle manifestazioni di circa ottocento studenti e No Expo, che si sono uniti sia per protestare contro l’esposizione universale sia per dire no al Jobs Act del governo Renzi.

Il corteo è partito da largo Cairoli, dov’è stato installato l’Expo Gate e già in questo punto del percorso sono avvenuti alcuni atti vandalici: sulla strada davanti all’Expo Gate è stata tracciata la scritta #1m no expo mentre alcuni manifestanti sono saliti sulla struttura per appendere uno striscione su cui era stato scritto: “Grande evento uguale grande bufala. No Expo: un altro mondo è possibile“.

Il corteo si è poi snodato lungo piazza Duomo, via Orefici, Porta Venezia e si è diretto infine in via Melchiorre Gioia. Tra coloro che hanno scelto di manifestare il proprio dissenso in modo pacifico, vi sono stati, ovviamente, anche coloro che hanno scelto modi che di pacifico avevano ben poco. Fra i manifestanti vi sarebbero stati anche alcuni black bloc, che sarebbero riusciti ad infiltrarsi e a camuffarsi fra di loro.

E così è stata imbrattata la sede dell’Enel in via Broletto, i No Expo hanno acceso alcuni fumogeni per evitare che le telecamere presenti potessero filmare e hanno cercato di impedire ai fotografi e agli altri operatori presenti di svolgere il proprio lavoro, arrivando a lanciare anche della vernice contro di loro. In via Larga si sono invece registrati lanci di uova, fumogeni e petardi contro l’ingresso del consolato della Turchia e lungo tutto il percorso sono state lasciate molte scritte che hanno imbrattato le mura dei palazzi e le vetrine dei negozi.

Fra i momenti di maggior tensione vi è stato sicuramente quello registrato in viale Majno dove circa venti black bloc incappucciati hanno deciso di staccarsi dal corteo per assaltare la sede di Manpower, la società che si è occupata di reperire il personale per Expo 2015 e che sarebbe stata messa sotto accusa per aver dichiarato che molti giovani avevano rifiutato lavori da 1300 euro al mese.